MINOTAURO di F. Durrenmatt a Liberafesta

DOMENICA 29 luglio 2007 – ore 21,30

Spazio Libreria Odradek
Liberafesta – Parco della Resistenza – Roma

ArgillaTeatri presenta:

Minotauro

Viaggio in verticale intorno al testo di F. Durrenmatt

Ideazione e realizzazione Ivan Vincenzo Cozzi
Allestimenti e scenografie ArgillaTeatri
Collaborazione artistica Isabella Moroni

Il testo di Friedrich Durrenmatt, composto nel 1985 rielabora il mito del Minotauro, di Teseo e di Arianna in una chiave moderna: il Minotauro è la “diversità”, la mostruosità di un essere diverso, escluso e recluso, innocente della propria non appartenenza alle regole; il dramma è quello della coscienza di sé e dello smarrimento di ogni individuo di fronte all’incontro con la propria coscienza.

Nel testo di Durrenmatt l’attenzione si sposta dalla necessità di “liberazione dal mostro” all’umanizzazione del mostro stesso. Il Minotauro, infatti, era considerato l’archetipo di uno degli aspetti dell’uomo ancestrale che doveva essere sottomesso al “logos”, la capacità di logica, l’intelligenza, la ragione, la legge. L’autore supera tutto questo per descrivere il Minotauro dal punto di vista del diverso, dell’escluso, di colui che non può entrare nella relazione sociale e quindi non ha accesso al logos raffigurato dal filo di Arianna.

Nell’allestimento de “Il Minotauro”, grazie alla partitura fisica acrobatica (sfida all’espansione nello spazio), la lettura verticale del movimento rappresenta un’elevazione del gesto, dell’intenzione e del pensiero: il logos assente in Durrenmatt.

Il labirinto è ovunque: il gesto è labirinto, lo stile fluido, i periodi che si snodano e si rincorrono sono labirinto; il trabattello è labirinto.

Questa struttura di metallo alta cinque metri, rappresenta il cuore, la stanza centrale del labirinto, il luogo all’interno del quale avvengono le azioni, dal quale le azioni esondano, in cui s’annidano le voci ed i movimenti prendono il volo.

La messa in scena è basata sull’equilibrio delle diverse forme d’espressione utilizzate per la realizzazione del testo: musica, lettura, linguaggio del corpo, ricerca ed elaborazione di testi brevi e taglienti che sottolineano i movimenti degli attori ed il linguaggio della straordinaria struttura scenica capace di moltiplicare le possibilità espressive del gesto.

con la partecipazione di:

Ivan Vincenzo Cozzi
Regia allestimento voce recitante
Sara Muccioli danzatrice
Laurea in dance Theatre al Laban Centre di Londra. Professionalmente è impegnata nella compagnia Artsmovendi e con le Compagnie Aleph E Titanz
Stefano Fardelli danzatore, coreografo insegnante
Si forma a Milano diplomandosi alla John Casablancas Italia e consegue il diploma all’accademia dello spettacolo M.A.S. Lavora in televisione, cinema e teatro. Balla con la Compagnia Aleph di Roma
Oscar Bonelli musicista
Si avvicina alla musica e alle percussioni, con Ruggero Artale e Karl Potter; collabora con danzatori e coreografi e con registi di teatro. Organizza il Festival di danze multietniche di Roma.

Lo spettacolo fa parte delle iniziative in favore della Biblioteca di ArgillaTeatri chiusa da un anno e per la quale, nonostante i numerosi incontri, richieste, petizioni, non si riesce a trovare una soluzione in grado di salvare gli ottomila volumi dalla distruzione.

Lo spazio ci viene offerto dalla Libreria Odradek che ringraziamo per la reale sensibilità al problema.

Questa è la cartolina-volantino he abbiamo stampato per l’iniziativa.

cartolina

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