La Biblioteca di Argillateatri è di nuovo senza una casa

gattobiblio-300x298La Biblioteca di Argillateatri ha una storia antica di sofferenze e sfratti, di allagamenti e muffa, ma i libri sono forti, combattivi, sanno come lottare contro le avversità e hanno superato indenni anni di piombo e di solitudine; hanno alloggiato in cantine, in sottoscala, sotto ai letti, nei garage fin quando, per dieci anni, hanno trovato una onesta e vissuta collocazione nei locali di Argillateatri.

Lì, a Via dell’Argilla, quegli 8000 volumi sono stati riconosciuti dalla Regione Lazio, sono stati dichiarati “archivio di importanza storica nella città di Roma” dal Comune, ma quel che è più importante, sono stati letti, consultati, sfogliati e presi in prestito da tanti studiosi, studenti o solo da gente del quartiere che aveva voglia di leggere.

A Via dell’Argilla abbiamo inventato iniziative d’ogni genere per la Biblioteca: dai corsi di scrittura, ai reading, dagli spettacoli a tema letterario allo splendido “Maggio delle Biblioteche” che qualcuno ancora ricorda come un evento di grande partecipazione.

Poi lo sfratto da un locale difficile, umido, con sempre infiniti problemi di fogne, in un condominio aggressivo e disinteressato. Un locale che in questi sei anni non è mai più stato affittato, perchè -come disse anni dopo il proprietario pregandoci di riprenderlo (dopo che lo avevamo svuotato, andandocene)- “solo noi potevamo farlo vivere”.

Nel giugno del 2006 i libri hanno trovato rifugio a Borgo S. Bruno, un terreno di proprietà della Fondazione Piccolomini che era stato trasformato in maneggio. In quel frangente i cavalli hanno ceduto uno dei loro box alla cultura e in tutti questi anni, grazie alla loro personale biblioteca, sono diventati cavalli sapienti.

Ma nei box i libri erano in parte esposti alle intemperie e questi sei lunghi anni non sono stati clementi con loro. E dove non sono arrivate le piogge torrenziali e le alluvioni della Capitale, sono arrivati i topi che, come si sa, trovano i libri una grande prelibatezza.

Nel 2010 abbiamo partecipato, assieme ad altre associazioni che s’erano interessate alla situazione della Biblioteca di Argillateatri, ad un bando del Municipio Roma XI per l’affidamento di uno spazio dalle parti della vecchia Fiera di Roma. L’Associazione capofila vinse il bando e noi con lei.

Fin dai primi giorni, però fu abbastanza chiaro che avevamo obiettivi e progetti diversi. Per noi era importante che la Biblioteca vivesse: lettura, prestito, attività relative al libro, per loro lo spazio doveva essere più simile ad un centro sociale e servire come semplice contenitore dei libri.

Nonostante tutto abbiamo lavorato insieme per la ristrutturazione investendo parecchi soldi nei materiali e parecchie forze nel lavoro pratico. Ivan è anche caduto dal tetto fratturandosi due vertebre, eppure, al momento di fare il punto sulla divisione degli spazi, fra aggressività e sfiducia, non è proprio più stato possibile pensare di convivere.

E i libri sono rimasti ancora nella stalla di Borgo S. Bruno alla quale, nel frattempo hanno messo i sigilli perchè la Fondazione Piccolomini voleva rientrare in possesso del suo bene, dicono, per farci un campo da golf. I gestori del maneggio hanno così dovuto chiudere i battenti ed iniziare una battaglia legale che si è da poco conclusa con lo sfratto esecutivo.

E’ urgente, venite a riprendervi i libri!” ha detto A. telefonandoci una mattina.

Siamo andati.
Il cuore s’è stretto appena abbiamo guardato dentro al box: scatole sventrate, libri a terra, cartoni fradici, angoli rosicchiati. I topi avevano banchettato alla grande, persino con alcuni costumi teatrali che erano rimasti lì.

Li stiamo rimpacchettando tutti, la situazione è difficile, il lavoro è duro.

Soprattutto c’è bisogno di poter salvare quelli che sono rimasti, ovvero c’è bsogno di passarli con l’aspirapolvere, asciugarli col phon, allestire un pronto soccorso per la rianimazione di pagine e copertine.

Cerchiamo ancora volontari del libro per questa operazione delicatissima.

Per ora li abbiamo portati verso il mare, in un palazzo che ci ha offerto una soffitta: dalle stalle alle stelle. Se ci aiutate potrebbe diventare una realtà

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