A partire dal teatro e dalla creatività si animano i laboratori per i minori

Da oltre due anni abbiamo scelto di trasferire parte delle nostre competenze teatrali nel sociale ed in particolare fra i minori e i migranti.

Le culture altre sono sempre state una nostra passione, perchè ci hanno insegnato tanto e continuano ad illuminarci su come sia possibile non buttare via la propria identità o i propri sogni.
I ragazzi sono (anche se non ce ne accorgiamo) i custodi di questi sogni e del futuro di tutti.
Così, investendo sul trasferimento di saperi con minori e migranti, lo scambio diventa circolare e (quasi) perfetto.

Nel quartiere di Infernetto (il nome è un programma!) quasi a ridosso del mare sorgono ville sontuose e palazzine comuni, resiste qualche baracca e qualche antico casale che ricorda pescatori e bonificatori. Un ambiente rurale che si è trasformato in breve accogliendo calciatori e piloti, professionisti e giornalisti, ma soprattutto tanti lavoratori che vengono da altri paesi e che qui si giocano l’integrazione, la vita serena.

Al Centro Diurno vengono in tanti. Funziona molto bene, dicono i servizi sociali, e allora arrivano tanti ragazzini stranieri, oppure italiani a volte molto benestanti, qualche ragazzo con problemi più seri, la maggior parte con una sola grande necessità: fare gruppo, non essere soli, poter parlare,r accontare, avere dubbi, seminare domande.

Siamo stati davvero fortunati. Sono tutti ragazzi con dei talenti speciali, molti hanno anche tanta passione e tanta rabbia, così da poter essere perseveranti; altri sono più dispersivi, altri ancora inafferrrabili. Eppure tutti sanno come innamorarsi della vita.

Musica, teatro, pittura, costruzioni, fotografia ed informatica. Abbiamo scoperto delle capacità manuali o delle visioni della composizione e del colore davvero sorprendenti, le loro opere sono esposte perchè i musei devono essere “vivi”, perchè è fondamentale sapere che nel quartiere c’è un luogo dove si fa arte e la si può guardare.

Non sono le solite frasi fatte, quelle che si mettono nei progetti o che si dicono alle inaugurazioni. E’ la quotidianità di un lavoro che nasce dallo spirito del teatro. Lo spirito della comunicazione, del gesto, del racconto, della favola, dell’immaginario che prendono vita e si fanno trascinatori di tutto il processo creativo.

Ad Infernetto lavoriamo a partire dal teatro, da quel teatro che è esperienza e non mostra di qualche sè stesso offeso in cerca di un riscatto. Ad Infernetto impariamo dai ragazzi che tutto può diventare speciale, basta una bella scenografia e degli ottimi attori.

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