Le Belle Sere. Ricordi e visioni

Quanto può essere bella Roma quando si incuriosisce di quel che accade nelle sue vie, nei vicoli, nelle piazze?

Quanto può regalare Roma se si resta in ascolto di tutto quello che accade? La città è aperta a tutti. Ognuno trova qualcosa che gli assomiglia o che riporta ricordi, oppure che consente nuove visioni. C’è posto per tutti e per tutto. Se la si guarda da vicino è una città che, nonostante i dolori, i malfunzionamenti, le difficoltà, non lascia fuori nessuno.

A Borgo, poi, è sempre così. Ne avevamo avuto esperienza quando, prima della pandemia organizzammo Borgo d’Estate a Piazza delle Vaschette, accolti e spesso anche aiutati dai numerosi homeless che vivevano lì (e che ora sono stati ospitati nelle strutture vaticane).

Così, anche per Le Belle Sere per la rassegna Estate in Piazza 2022, voluta e finanziata dal Municipio Roma I Centro, che si è tenuta, con la direzione artistica di Ivan Vincenzo Cozzi, a Piazza del Catalone dall’8 all’11 settembre, abbiamo avuto una partecipazione e un’accoglienza davvero speciali.

Noi partiamo dall’idea che la vera necessità per gli esseri umani, sia quella di ritrovare la collettività, tornare alle radici, ai desideri e agli stupori e, grazie al recupero di tutto conoscere o riprendere in mano quello che può portare in un futuro sereno.

Tutto questo per dire che, nonostante infinite difficoltà Le Belle Sere ha iniziato la sua programmazione il pomeriggio di giovedì 8 settembre con il laboratorio di costruzione giocattoli di Brunella Petrini. Bambini di ogni età affollati attorno ai tavoli, i più grandi guidati ad utilizzare trapani a colonna e seghe a nastro, i più piccoli con pezzettini di carta vetrata per rendere lisci gli elementi per costruire automobiline e trottole; tutti, infine a dipingere i giocattoli. Un susseguirsi di esclamazioni e di domande: “è venuto abbastanza liscio?“, “come facciamo a fare le ruote?“. Fino a quando il sole cala e tutti vanno via con la propria trottola o la macchinina che corre davvero.

Alle 19 inauguriamo la manifestazione con gli assessori alle Politiche Culturali Giulia Silvia Ghia e al Bilancio Jacopo Scatà. Siamo una delle cinque Associazioni che hanno vinto il bando Estate in Piazza, abbiamo incentrato tutto sullo stare insieme e sui differenti target. La presenza delle istituzioni ci dà ancora più forza.

Segue la presentazione del libro di Antonio Veneziani Santi Subito. Veneziani è un poeta e uno scrittore particolare, la vita, tutt’altro che facile, gli ha lasciato fra le mani parole e visioni. La sua capacità di guardare fin dentro le persone e gli accadimenti lo hanno reso un cantore indomito. Il libro, presentato da Antonella Rizzo, anche lei poeta raffinata e decisa, è un viaggio attraverso personaggi mitici che hanno fatto la nostra cultura popolare e intellettuale: da Jean Genet a Jim Morrison, da Marilyn Monroe a Dario Bellezza, ad Amelia Rosselli, a Pier Paolo Pasolini

E il primo giorno si conclude con il concerto di cantastorie Storie cantate contro ogni guerra con Daniele Mutino e I Musici della Storia Cantata che ci hanno regalato una leggenda antica dedicata al Principe Senone di San Ginesio. Una storia di guerrieri e razzie, una storia di popoli diversi, una storia d’amore e magia nei Monti Sibillini nel IV Secolo a.C.
Con i cartelloni dipinti da Assunta Petrocchi, abbiamo potuto immaginare una storia possibile di tempi lontanissimi. A conclusione dello spettacolo Daniele Mutino ha chiamato sul palco due musicisti ospiti che hanno cantato la pace.

Venerdì 9 settembre è stata la giornata che aveva come tema “Le erbe, le donne, le streghe” ed è iniziata alle 17 con il laboratorio di trasformazione erboristica condotto da Isabella Moroni. Un incontro da un lato ludico, ma dall’altro teso a raccontare come non bisogna andare molto lontano per avere la cura, che la cura è a disposizione anche senza pagare. La cura sono le piante con le loro molteplici proprietà.
Al laboratorio hanno partecipato anche i bambini che, armati di mortaio, sale grosso, erbe aromatiche e fiori, hanno preparato il sale aromatizzato per condire e i sali da bagno.

Con gli adulti (oltre 20 persone) si sono sperimentate alchimie cosmetiche, complice una grande pianta di aloe vera con la quale è stato fatto un siero tensore per il viso.

Tutto è cominciato con lo scrub alla cannella (zucchero di canna, miele cannella e olio di iperico): dosare gli elementi, aggiungerli man mano, mescolare. mettere nei barattolini.

Quando si è in molti il lavoro diventa collettivo, le dosi si moltiplicano per quanti sono i partecipanti, ma il lavoro viene fatto da due o tre persone. Gli altri seguono, aiutano, domandano. Tutti hanno aperto la loro foglia di aloe ed estratta la gelatina che poi è stata frullata assieme ad altri principi attivi. Infine sono stati aggiunti l’acido ialuronico e alcuni oli per rendere delicata la preparazione, mescolato tutto e ognuno con la propria boccettina ha potuto sperimentarne gli effetti.

È stato un incontro piacevolissimo. la curiosità, e la voglia di fare ci hanno fatto pensare di ripeterlo ancora.

Un grande successo visto che fra gli spettatori c’era anche l’erborista più famoso del Lazio (e forse anche d’Italia), Marco Sarandrea (una vera gioia!)

Alle 19,30 l’incontro con Paolo Portone, storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora che ha raccontato la storia di Funicella, strega romana mandata al rogo e arsa in Campidoglio, probabilmente senza alcuna colpa.
I racconti di Paolo Portone ci permettono sempre di scoprire che la stregoneria storica non è quella che pensiamo (le vecchie cattive, adepte del demonio), ma neanche le belle streghe della Wicca o del Neopaganesimo. Entrambi interessanti ambiti spirituali, ma troppo moderni e recenti per far comprendere la cosa più importante, ovvero che le streghe perseguitate dall’Inquisizione, non erano altro che donne che portavano avanti pratiche terapeutiche di cura del corpo e dell’anima per i ceti più poveri e isolati e che la loro persecuzione servì per realizzare una nuova e più pervasiva forma di controllo e di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia.

Sapere questo porta gli spettatori a comprendere più profondamente quanto detto nello spettacolo Herbarie Le chiamavano streghe che parla proprio di queste mediche, donne di erbe, levatrici nel momento in cui, da una condizione di comunità dedita e accogliente si passa alla distruzione dei saperi e alla manipolazione della cura.

Sabato 10 settembre era il giorno in cui viaggiare “Verso l’Oriente” e lo abbiamo fatto con un incontro di Tai Chi Chuan, e con le letture di testi dedicati all’India, alla Cina, al Giappone, e con gli antichi testi di Rumi o di Omar Kayyam come questo:
Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.
Mi occorre appena lo stretto necessario, e un pezzo di pane.
Poi io e te seduti in un luogo deserto…
Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.

Non t’affliggere così vanamente, vivi contento,
pur se ingiusta appare la tua sorte, vivi con giustizia.
Giacché in conclusione questo mondo è il nulla,
pensa di essere il nulla, e libero vivi.

I lettori sono stati Andrea Memoli, Isabella Moroni, Emma Padoan ed Elena Stabile, accompagnati da Tito Rinesi e Piero Grassini, i musicisti del concerto serale.

Nel frattempo da Borgo Santo Spirito era partita la passeggiata Storie e memorie dei Borghi di Roma dal VI al XVI secolo, guidata dalla storica dell’arte Penelope Filacchione, alla scoperta del Genius Loci che non abbandona mai il luogo che protegge, anche quando la forma della città viene stravolta (come successe alla Spina dei Borghi nel secolo scorso).

La sera, in un grande via vai di gente che si fermava richiamata dai suoni e dalla lingua turca antica, Tito Rinesi e Piero Grassini ci hanno fatto scoprire il mondo di Rameshgar, i “produttori di gioia” (appellativo che si dava ai musicisti in epoca pre-islamica. Musiche dal ritmo morbido e coinvolgente, decisamente portatore di gioia e di bellezza.

L’ultimo giorno, domenica 11, lo abbiamo dedicato “A Pier Paolo Pasolini” e non solo perché il centenario della nascita ci ha coinvolto nelle celebrazioni, ma soprattutto perché a distanza di anni, con il mondo che cambia con la rapidità del lampo, le intuizioni politiche e poetiche di Pasolini rimangono una guida, una linea che può condurci lontano, farci capire, renderci umani.

Pasolini incontra il cinema quando ancora è poeta e scrittore, scrive sceneggiature per i film degli altri fino a quando si accorge che la lingua del cinema è molto più inclusiva e descrittiva della lingua italiana, così si cimenta come regista e comincia ad usare un nuovo linguaggio. Parte dalle sue conoscenze pittoriche per immaginare le inquadrature e man mano inserisce nelle storie tutti i personaggi reali, indicibili che ha saputo raccontare nei suoi romanzi. Nell’incontro con il critico cinematografico Pino Moroni abbiamo potuto scoprire che questa visione della sceneggiatura che ha Pasolini è del tutto innovativa. Il cinema smette di costruirsi sulla storia letteraria e va avanti per altre strade diventando man mano il modo più diretto ed emozionante per comunicate, come vediamo ogni giorno con il moltiplicarsi delle immagini in movimento, dirette eredi della popolarità del cinema.

L’incontro è stato punteggiato da letture di poesie e scritti di Pasolini recitati da Claudia Fontanari, Andrea Memoli, Emma Padoan e Brunella Petrini.

Introdotto dalla Presidente della Commissione Cultura del Municipio Roma I Centro, Ludovica Jaus, che ha portato l’energia e il desiderio di continuare a fare progetti per il territorio, è iniziato lo spettacolo musicale di BandaJorona e Emiliano Valente Gli echi della città. Un viaggio tra la musica e le parole di Pier Paolo Pasolini. Incontrarsi con le “canzonette” scritte da Pasolini non sempre è facile. Siamo abituati ad attribuirle ai cantanti che le hanno diffuse (Gabriella Ferri, Laura Betti, Domenico Modugno, Giovanna Marini, Alice…) o ai musicisti che hanno dato loro note, ritmi e tempi (Nino Rota, Piero Piccioni, Ennio Morricone…), ma le parole sono del poeta Pasolini e gli argomenti il filo conduttore della sua vita e della sua interiorità.
Emozionanti i brani tratti da Petrolio o da aneddoti di Tarzanetto, ovvero Paolo Pilati, uno dei ragazzi di vita che con Pasolini trovò la sua via come realizzatore di effetti speciali nel cinema.

Tutti i giorni abbiamo anche allestito un tavolo di Free Books. Era possibile prenderli gratuitamente o scambiarli. È stato un punto di ritrovo molto frequentato anche dagli stranieri che visitavano la Piazza e sono andati via quasi tutti i circa ottanta libri portati. I pochi rimasti sono stati donati alla Biblioteca del Centro Anziani Borgo Pio.

È stata una rassegna molto riuscita. Merito dell’ambiente, delle persone, dell’accoglienza. Merito degli artisti e della programmazione. Merito di tutti quelli che ci hanno aiutato, supportato e indirizzato e che vogliamo citare nome per nome perché dire grazie può creare nuove energie ed è nostro profondissimo piacere.

Grazie al Municipio Roma I Centro e, in particolare a Roberto Betti, Cinzia Santucci, Annamaria Izzo e all’Ufficio SUAP; al Dipartimento Attività Culturali di Roma Capitale ed in particolare agli Uffici di Pubblico Spettacolo.

Grazie al Centro Anziani Borgo Pio e alla sua Presidente Rosella Giustini che, nonostante il grave lutto che l’ha colpita, è stata disponibile, ospitale e affettuosa dandoci la possibilità di usare il Centro per i nostri materiali e come camerino.

Grazie allo Studio Tecnico Mendicino senza cui non avremmo mai potuto risolvere le problematiche nate dalla mancata fornitura di energia elettrica da parte dell’ACEA ed in particolare a Raffaella Viva che ci ha seguito passo passo dandoci le giuste indicazioni anche quando eravamo nel panico. Grazie al tecnico acustico Alessandro Corona che, nonostante i ritardi delle autorizzazioni, è riuscito a farci avere in tempo l’autorizzazione per l’impatto acustico.

Grazie alla Ditta Power Truck che ci è riuscita a fornire all’ultimo minuto il generatore necessario per avere l’energia elettrica per la quale ancora oggi l’ACEA non ha elaborato il preventivo nonostante la richiesta fosse stata fatta ad agosto e il sopralluogo il 5 settembre.

Grazie alla Tech Factory di Rodolfo Feliciangeli, spacciatore di fari, dimmer, cavi, passacavi, casse, windup e materiale tecnico da infiniti anni.

Grazie a David Barittoni, insostituibile tecnico luci e fonica che ha montato, smontato, organizzato cavi, riadattato spine, bilanciato suoni.

Grazie a Enrico Cozzi per aver sorvegliato la Piazza e le strutture tutte le notti.

Grazie a Chiara Palumbo, giornalista infaticabile, ufficio stampa e social media manager della manifestazione che ha portato circa 20mila le visite e le interazioni con Le Belle Sere sul web.

Grazie all’insostituibile e rigoroso affabulatore Paolo Portone che sa trasformare gli stereotipi della storia in verità poco conosciute, ma incontrovertibili.

Grazie a Penelope Filacchione che ha raccontato Borgo e il suo Genius Loci rendendoli reali e visibili.

Grazie a Pino Moroni che è entrato a fondo nella poetica cinematografica di Pasolini, consegnandocene una lettura appassionante.

Grazie agli artisti intervenuti.
Daniele Mutino, Daniele Ercoli e Alex Taborri, ovvero I Musici della Storia Cantata e grazie alle immaginifiche scenografie di Assunta Petrocchi.

Claudia Fontanari, Brunella Petrini ed Elena Stabile insostituibili Herbarie, capaci di recitare in ogni situazione, sempre con la stessa passione.

Tito Rinesi e Piero Grassini e alla loro instancabile ricerca nei testi e nelle musiche antiche e sacre.

Bianca Giovannini “la Jorona”, Francesco BerrafatoFelice Zingarelli ovvero BandaJorona ed Emiliano Valente voce recitante e ricercatore di parole e di storie.

Grazie ad Andrea Memoli e Emma Padoan attori, lettori, tecnici, staff, generosi e dialoganti.

Grazie a Ivan Cozzi e alla sua dedizione che gli consente di essere, oltre che Direttore Artistico, anche uomo di fatica, insegnante di Tai Chi Chuan, regista, tessitore di rapporti umani, risolutore di problemi d’ogni genere.

E infine grazie a tutti coloro che hanno partecipato, una settantina di persone al giorno e altri viandanti che hanno lasciato sguardi e qualche parola.

Noi proseguiamo. Alla prossima.


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