Grazie, grazie di questo anno passato insieme!
Un anno divertente, faticoso, creativo; anno in viaggio, un anno di progetti, idee, scambi. un anno di ritorni e di nuove partenze.
Grazie a tutti voi che lo avete reso possibile.
Grazie alla Biblioteca Vaccheria Nardi che ci ha ospitato nei suoi spazi straordinari con la mostra di fotografie di Claudio Drago e le diverse iniziative (laboratori, conferenze, piccole mise en espace…) legate al progetto Herbarie le chiamavano streghe e grazie a tutti coloro che sono stati con noi.

Grazie al LSA 100celle che ci ha accolto nei suoi spazi per le prove e per le condivisioni e ci ha dato modo di organizzare il reading di poesia sulla Resistenza Bella come la Pace, bella come la Libertà parte del progetto Ottava Zona – Memoria est.

Grazie a Elena Castellacci con la quale abbiamo ideato una giornata speciale nei giorni di grande luce: I Tesori di Gaia. Una giornata con Madre Terra dove è stato possibile scoprire i segreti del bosco, gustare un pranzo a base di erbe spontanee, ascoltare la musica della natura con Awisha Carolina Gentile e Oscar Bonelli, partecipare all’incontro sulla stregoneria con lo storico Paolo Portone, anima di grande bellezza, entusiasta e gentile che condivide la nostra strada di sapere e libertà e, infine, assistere allo spettacolo Herbarie le chiamavano streghe mentre il sole lentissimamente calava (e per questa meraviglia, grazie alle attrici storiche Claudia Fontanari, Brunella Petrini, Elena Stabile e all’autrice del testo Silvia Pietrovanni).

Grazie a Simonetta Cervelli e alla sua inarrestabile energia che, con Bianca Giovannini e Davide Pierangelini ci ha coinvolti nella rinata Festa di San Giovanni, con il Laboratorio di preparazione dell’Acqua di S. Giovanni ne La Notte delle Streghe ai Giardini di Via Sannio.

Grazie a Paolo Di Reda che, ancora una volta ci ha dato la possibilità di partecipare al festival Sentieri in Cammino, nelle valli e nei paesi ancora incontaminarti della Sabina. Quest’anno siamo stati a Scandriglia con Herbarie.

Grazie al progetto con il quale abbiamo vinto il bando “Estiamo in Piazza” da cui è nata una collaborazione con il Municipio Roma I Centro che ci ha portato (nonostante gli infiniti inconvenienti e problemi) a realizzare Le Belle Sere, una rassegna di quattro giorni in uno dei luoghi più belli di Roma: Piazza del Catalone e i suoi palazzi ricoperti di edera nel cuore di Borgo.
Qui i ringraziamenti si moltiplicano perché tutti quelli che hanno partecipato, o hanno fatto parte dello staff sono stati necessari e capaci di affrontare tutte le avversità.
Quindi grazie a chi ha partecipato: Daniele Mutino e I Musici della Storia Cantata che ci hanno offerto un’anteprima di uno spettacolo di cantastorie; grazie ad Antonio Veneziani che ha presentato il suo ultimo libro “Santi subito” con Antonella Rizzo; grazie a Tito Rinesi e Piero Grassini per il loro raffinatissimo concerto di musica Sufi; grazie a Penelope Filacchione che ha guidato una visita al Rione Borgo con la sua incredibile capacità di fare di ogni storia un’esperienza meravigliosa; grazie alla BandaJorona che ci ha fatto ascoltare la musica di Pier Paolo Pasolini e a Stefano Valente che ha accompagnato il concerto con alcune letture tratte da Petrolio e altri libri di PPP; grazie a Pino Moroni che ci ha fatto viaggiare dentro l’innovazione stilistica che Pasolini ha portato nella sceneggiatura.
E per quanto riguarda Le Belle Sere, grazie a David Barittoni che ha seguito la tecnica, a Raffaella Viva che ci ha portati per mano nelle parti burocratiche e amministrative e senza il cui aiuto non avremmo potuto risolvere tantissimi problemi. Grazie a Emma Padoan e ad Andrea Memoli, giovanissimi pieni di desiderio di arte e di teatro che ci hanno aiutati come staff e come attori sempre con gentilezza. E grazie a Rossella Giustini, Presidente del Centro Anziani Borgo che ci ha concesso di usare gli spazi del Centro per riporre costumi e oggetti e per poterci cambiare.

Grazie al Cento Anziani Esquilino dove abbiamo iniziato a condurre un laboratorio di Tai Chi Chuan; grazie a chi con noi e assieme alla ONG Peace one Day ha collaborato a celebrare la Giornata Internazionale della Pace con l’undicesima edizione di Poesie per la Pace.

Grazie al Catania Off Fringe Festival che ha selezionato Herbarie per la sua prima edizione. Questo ha innescato una splendida catena di gentilezza e amore per il Teatro che ci ha portato a rappresentare lo spettacolo anche a Modica, nella Chiesa sconsacrata di Santa Maria del Gesù.
Con un cambio nel cast, lo spettacolo è approdato in Sicilia pieno di nuova energia e di questo ringraziamo Silvia Mazzotta che ha lavorato il personaggio di Lucia con grande libertà e creatività.
E grazie agli artefici dell’accoglienza sull’isola: Claudio Drago, Evelina Barone, Francesco Lucifora; il personale di Sala Futura a Catania e alcune belle persone incontrate nel corso del Festival fra cui la creatrice del Catania Off, Francesca Romana Vitale; la scrittrice Giovanna Giordano, la bella e solare attrice Alessandra Costanzo e gli altri amici che hanno condiviso con noi questa avventura.

Grazie a Mauro e Alessandra di Kaos Teatro che hanno scelto Herbarie per la loro stagione e ci hanno dato modo di rappresentarlo, ancora una volta, a Roma.

E ancora grazie allo Strike spa che ha accolto le nostre prove per tutta l’estate, che ha accolto il Laboratorio di trasformazione delle erbe e che, alla fine, si è reso un palcoscenico speciale per Herbarie.

Il 2022 si è concluso con un nuovo bando vinto nel Municipio Roma I. Per tutte le feste di Natale e per il prossimo Carnevale.
Siamo tutt’ora a Largo Agnesi, proprio di fronte al Colosseo, con una scenografia spettacolare che, soprattutto al tramonto, diventa una magia commovente.
E, per averci sostenuto in quest’ennesima avventura, grazie di cuore a Marco Zordan del Teatro Trasevere; a Laura Pollina di Ars in Urbe e a Martina Di Russo che ha condotto la caccia al tesoro; grazie a Keba Seck con la sua danza e le percussioni dall’Africa; a Dora Cirulli che ci ha riportato i giochi di strada. I giochi di una volta che stupiscono i bambini di oggi.
Grazie a Brunella Petrini per il suo laboratorio di giocattoli di legno e grazie al Coro Prisma; grazie alle “Uncinettine” di Simonetta Cervelli, grazie a tutti gli attori e i creativi di Un Presepe Vivente (Maria Borgese, Brunella Petrini, Daniele Mutino, Silvia Mazzotta, Andrea Memoli, Filiò Sotiraki, gli allievi di Officina Teatro, Stefano Hos Giagnotti che ha ideato le scenografie, Marco Berrettoni Carrara per i costumi)

Il grazie più profondo va a Brunella Petrini, nostro sostegno e amica e anima gemella. Grazie per essere attrice, tecnica, giocattolaia, persona speciale capace di risolvere tutti i problemi.

Il 2023 si presenta misterioso, ma altrettanto pieno di spunti.
È il centenario della nascita di Italo Calvino e noi siamo pronti a riprendere il grande lavoro de Le Città Invisibili e riproporlo.
C’è poi il progetto di portare a Roma alcuni gruppi di danza dall’India e molte altre idee che ancora sonnecchiano in questo primo inizio di anno nuovo, ma che sono pronte a prendersi lo spazio che il mondo ha loro riservato.

Il nostro augurio è di vivere assieme a voi tutti un anno pieno di fortuna e di idee, di gioia e di condivisione.
Buon 2023!

Dovete sapere che Largo Gaetana Agnesi è una finestra spalancata sul Colosseo, sempre meta di innumerevoli gruppi di turisti; la mattina meeting point di chi ha la prenotazione per la visita, luogo di ritrovo di guide turistiche e dei ragazzi che fanno il business delle radiogude; il pomeriggio “muretto” dei giovanissimi delle comunità nordafricane con i loro sballi, la loro musica trap sparata dalle casse bluetooth, oppure punto di arrivo di manifestazioni per i diritti di popoli anche sconosciuti.
Sempre e comunque balconata per selfie con sfondo dell’antichità più conosciuta e gettonata dell’intero pianeta.

Dice il Municipio che noi costituiamo un presidio di riqualificazione, ma fare giochi per bambini, laboratori, perfino concerti e teatro qui diventa una sfida.
Una sfida alla sporcizia che si accumula nonostante l’AMA cerchi di pulire; una sfida all’attenzione fra migliaia di esseri umani distratti dai loro pensieri; una sfida alla comunicazione perché nonostante locandine, pieghevoli, annunci sui social, ricerca dei gruppi di quartiere, etc., resta molto è difficile raggiungere chi davvero vorrebbe esserci…

Ma a noi le sfide piacciono tantissimo e, anche se ogni giorno c’è qualche cosa che va dove vuole lei e non dove dovrebbe andare, noi ci siamo e impariamo a lavorare meglio. Capiamo dai nostri sbagli, progettiamo di dare il meglio a chi guarda, agli spettatori, agli abitanti.
Spesso ci riusciamo.
Vorremmo, anche solo per qualche ora, sconfiggere la rassegnazione nei confronti delle istituzioni, degli altri, del proprio stato che si legge sempre più spesso negli occhi delle persone.

Noi, arrivati quasi a Natale, continuiamo fino al 6 gennaio prossimo.

Continuiamo in questo percorso pieno di luci, ombre e visioni brillanti, con la certezza che la qualità delle proposte possa essere più forte della diffidenza e dell’indifferenza davanti a questo Colosseo che riesce a rendere tutto straordinario e commovente…

Spettacoli, incontri, musica giochi e laboratori per un Natale con tutti

Antiche come il mondo sono le celebrazioni del ritorno della luce dopo il lungo inverno.

Nell’antica Roma, al tempo del solstizio d’inverno (bruma), si celebrava la festa del Natalis Solis Invicti, associata alla rinascita di Apollo (e del Sole), proprio dopo il periodo più oscuro dell’anno.

Fu proprio da questa festa che prese spunto l’idea del 25 dicembre come data di nascita di Gesù. Nel 350 d.C. a Roma venne poi istituito un Natale per dare modo, al sempre maggior numero di cristiani presenti città, di celebrare i riti della natività.

Facciamo Festa! è una manifestazione voluta e sostenuta dal Municipio Roma I Centro con l’obiettivo a creare luoghi di aggregazione e momenti di incontro tra cittadini.

Abbiamo tutti, infatti, una reale esigenza: poter recuperare il senso della collettività, vivere il territorio, avere obiettivi comuni che aiutino a superare le “emergenze” da cui non si riesce mai del tutto ad uscire, conoscersi e riconoscersi come “portatori sani” del desiderio di cultura aperta e libera.

Vogliamo fare di Largo Gaetana Agnesi un’isola felice dove trovare allegria, riflessione, pensieri di pace e, soprattutto, la vera magia del Natale!

Il programma è composto da 13 giornate e 17 eventi, spettacoli, concerti e attività per ragazzi e famiglie che si svolgeranno a Largo Gaetana Agnesi, alle pendici del Rione Monti con una straordinaria vista sul Colosseo.

PROGRAMMA

Giovedì 8 dicembre – ore 15.30

Pe’ strada romana passo cantanno Canti della tradizione popolare di Roma e della Campagna Romana. Con Stefania Placidi.

“Tutte le strade portano a Roma”, ma chi le ha percorse ogni giorno nella Storia? Il Popolo camminante intreccia strade, storie e melodie. Canta le sue storie, una quotidianità fatta di incontri e di scambi, lontano dalla Storia dei grandi.

Sabato 10 dicembre – ore 15.30

Il Natale di Giamburrasca. Spettacolo teatrale per bambini dai 3 anni in su, tratto dal Giornalino di Gianburrasca di Vamba. Compagnia del Teatro Trastevere.

Anche in casa Stoppani sta per arrivare il Natale e il piccolo Giamburrasca non vede l’ora di scartare i regali che tutta la sua famiglia si sta ingegnando a preparagli, ma all’ennesima marachella i genitori decidono di spedirlo in collegio. Rassegnato ormai a dover passare il giorno più gioioso dell’anno tra 4 grigie mura e senza regali o leccornie, Giamburrasca si troverà a scoprire loschi intrighi dei suoi insegnanti e solo smascherandoli potrà tornare a casa e dimostrare alla sua famiglia di essere veramente cambiato.

Domenica 11 dicembre

ore 10.30: Caccia al Natale. Caccia al tesoro natalizia. In collaborazione con l’Associazione Ars in Urbe.

Le domande, gli oggetti da trovare ed i giochi da risolvere avranno come filo conduttore il Natale ed il Tesoro sarà un dono impacchettato, proprio come se fosse stato trovato sotto l’albero…

ore 15.00:  Laboratorio di danza e percussioni africane. Per ragazzi e non solo con Keba Seck.

Apprendimento e sviluppo del movimento delle varie parti del corpo: la naturalezza del movimento, delle varie parti del corpo, la simbiosi con il ritmo e la percussione, la coralità della danza. E, soprattutto, la scoperta di un’altra cultura attraverso la musica, il canto, la danza, la lingua e il racconto.

Giovedì 15 dicembre – ore 16.00

Presentazione del libro di Loredana Lipperini “Roma dal bordo” (Bottega Errante Edizioni)

Una Roma che sa di Pasolini, periferie e borgate. Una Roma meravigliosa e dannata, raccontata dagli occhi di chi la guarda con stupore e disincanto.

“Amo questa città e la detesto dal profondo del cuore. Ne amo la bellezza storta, che resiste ai millenni, ne amo i tramonti e le albe, ne amo il fiume zozzo. Ma la detesto perché non so cosa mi aspetta quando esco di casa e affronto la prima delle quattro metropolitane quotidiane”.

Sabato 17 dicembre

ore 10.30: Giochi di strada Alla scoperta dei giochi socializzanti di educazione alla civiltà e di sviluppo fisico e armonico. Con Dora Cirulli.

Ritrovare i giochi antichi, quelli che si potevano fare in strada, quelli popolari e semplici come il tiro alla fune, il salto della corda, le piastrelle, braccio di ferro, il lancio delle freccette, campana, la nizza, ruzzola, il cerchio, rubabandiera, quattro cantoni, ecc.

Verranno create delle piste per effettuare lanci (lancio della ruzzola, del ruzzolone, del formaggio) i ragazzi disegneranno a terra campane, piste di ciclo tappo, campetti per ruba bandiera, scacchiere per giocare a dama o scacchi ecc…

ore 15.00: La Fabbrica dei giochi. Laboratorio di costruzione giocattoli (riciclo e riuso). Con Brunella Petrini. PRIMA PARTE (la realizzazione).

Un laboratorio di scoperta e ri-scoperta dei giochi e dei giocattoli di una volta, semplici, senza strutture, dove l’invenzione, l’avventura e la fantasia faranno sentire i ragazzi “creatori” di giochi e giocattoli e non solo loro proprietari.

Domenica 18 dicembre

ore 11.00: Atmosfere di Natale. Concerto di Natale del Coro Prisma.

Diretto dal Maestro Paolo Tagliaferri, il Coro Prisma vanta un repertorio musicale che spazia in diversi generi come brani di musica moderna, swing, regionali, musiche da film. Il gruppo, composto da ventuno elementi accomunati dall’amore per la musica e il canto, è molto sensibile e attento alle problematiche sociali. Questo concerto di Natale introduce e sostiene il progetto solidale delle “Uncinettine” che sfileranno a conclusione dello spettacolo.

ore 11.30: Fila e Sfila. Sfilata di moda dei lavori delle “Uncinettine”. Associazione assemblAbili globAli.

Una sfilata di abiti ed accessori creati dalla sinergia delle abili mani delle “uncinettine” e dall’estro creativo e sartoriale di varie sartorie sociali (Centro Diurno Villa Lais, Kora, Lucha y Siesta, Solidarietà al Quadrato), che hanno creato i capi proponendo modelli adatti ad ogni età, in un affascinante mix di tessuti, forme, colori. Gli abiti saranno indossati da donne e uomini, in parte provenienti da esperienze di vita connotate da sofferenza fisica e/o psicologica; che             propongono un modo alternativo di affrontare le esperienze negative basato su percorsi di consapevolezza promossi e sostenuti da una rete di relazioni solidali significative.

ore 15.00: La Fabbrica dei giochi. Laboratorio di costruzione giocattoli (riciclo e riuso). Con Brunella Petrini. SECONDA PARTE (la rifinitura).

Un laboratorio di scoperta e ri-scoperta dei giochi e dei giocattoli di una volta, semplici, senza strutture, dove l’invenzione, l’avventura e la fantasia faranno sentire i ragazzi “creatori” di giochi e giocattoli e non solo loro proprietari.

Giovedì 22 dicembre – ore 15.30

Un Presepe Vivente. Spettacolo itinerante. Compagnia Argillateatri.

Il Presepe Vivente è una delle più partecipate e caratteristiche tradizioni, capace di accogliere gli apporti di altre culture e di mescolare voci, sonorità, immaginari e racconti. Questo progetto itinerante riprende le tradizioni popolari italiane e di altri paesi del mondo, coniugandole con il teatro, la musica, l’arte di strada, senza mai perdere di vista la struttura della sacra rappresentazione, così come ce la tramandano le testimonianze medievali e le narrazioni degli “eventi prodigiosi”. La spiritualità del Natale resta inalterata, soprattutto all’ingresso alla “grotta” – al quale gli spettatori partecipano attivamente- che rappresenta un vero momento di riflessione sulla pace e sull’accoglienza, per poi dare spazio alla speranza, alla gioia, alla festa e all’allegria.

Interpreti: Kalipada Adhikary, Maria Concetta Borgese, Marzia Feraudo, Andrea Memoli, Silvia Milozzi, Isabella Moroni, Daniele Mutino, Brunella Petrini, Keba Seck, Filio Sotiraki. E con gli allievi del laboratorio Officina Teatro a cura di Marte 2010.

Regia: Ivan Vincenzo Cozzi – Scenografie: Stefano Hos Giagnotti – Costumi: Marco Berrettoni Carrara

Venerdì 23 dicembre – ore 10.30

Giochi di strada Alla scoperta dei giochi socializzanti di educazione alla civiltà e di sviluppo fisico e armonico. Con Dora Cirulli.

Ritrovare i giochi antichi, quelli che si potevano fare in strada, quelli popolari e semplici come il tiro alla fune, il salto della corda, le piastrelle, braccio di ferro, il lancio delle freccette, campana, la nizza, ruzzola, il cerchio, rubabandiera, quattro cantoni, ecc. Verranno create delle piste per effettuare lanci (lancio della ruzzola, del ruzzolone, del formaggio) i ragazzi disegneranno a terra campane, piste di ciclo tappo, campetti per ruba bandiera, scacchiere per giocare a dama o scacchi ecc…

Lunedì 26 dicembre – ore 11.30                         

La Cantata del Natale “seconno noantri”. Musica, parole e zampogne per una narrazione natalizia. Con Bianca Giovannini “la Jorona” (voce e narrazione), Desireè Infascelli (Fisarmonica), Daniele Ercoli (Contrabbasso e zampogna).

Tre musicisti saranno i “camminanti” di questa narrazione natalizia, tra le note affascinanti e vitalissime dei canti di Natale. Una performance particolare per dare nuovi spunti di lettura al tradizionale appuntamento con la nascita, permeata di simbologie misteriche e pagane, ma a noi così familiare, del Bambino Salvifico che fa rinascere l’anno nuovo nel giorno del Solstizio d’Inverno. A far da timone saranno le letture tratte da Er Vangelo Seconno Noantri, l’opera del poeta Bartolomeo Rossetti, con la narrazione del Vangelo in romanesco capace di coniugare l’espressione scherzosa tipica del dialetto con il senso di grande poesia e antico fascino che sorge dal racconto dell’attesa e della nascita del Bambin Gesù. Ad affacciarsi nella narrazione musicale ci sarà anche uno zampognaro, che ricreerà l’atmosfera intima e calda che coinvolgerà il pubblico, in questo trio affiatato a maggioranza femminile!

Giovedì 29 dicembre – ore 15.00         

Erbologia per bambini. Laboratorio di trasformazione erbe e non solo. Con Isabella Moroni.

Rugoso, liscio, piccolo, grande, secco, fresco… Scoprire il mondo delle piante officinali. Riconoscere le erbe, riconoscere i semi, capire gli odori e poi giocare un po’ con i mortai, la chimica e altre meraviglie per realizzare bombe da bagno, slime, sali colorati e profumati…

Venerdì 30 dicembre – ore 15.30                       

I musici della storia cantata (Francesca Gamberini canto, tamburo – Alessandro Taborri percussioni, charango, canto – Daniele Ercoli contrabbasso, zampogna, canto – Daniele Mutino fisarmonica, canto, narrazione).

Il gruppo è specializzato nella musica d’ascolto acustica. Per il concerto delle festività, alternerà brani natalizi classici e non come Oh happy day, White Christmas, Tu scendi dalle stelle per zampogna, So this is Christmas di John Lennon, etc. a canti popolari, canzoni romane, musica classica sacra e canzoni che raccontano la vita.

Giovedì 5 gennaio- ore 15.00               

Festa di strada. In collaborazione con Il Paese dei Balocchi.

Truccabimbi, bolle di sapone giganti, giocolerie, equilibrismi, clownerie, Iron Man e altre magiche creature del mondo del circo.

Venerdì 6 gennaio – ore 15.30                            

Arriva la Befana. Dolci e racconti. Con Argillateatri

In piazza arriva la Befana e porta piccoli doni per i bambini, li chiama attorno a sé e tira fuori dal suo sacco dolci e storie speciali. Un’animazione teatralizzata sulla scopa volante.

Una tournée, anche se di pochi giorni è sempre un catalizzatore di meraviglia.

Forse faticosa (ma quando davvero sarà percorribile tranquillamente la Salerno – Reggio Calabria e quando, sulla costa Orientale, le autostrade non finiranno nel nulla?) ma ricompensata dalla bellezza dei luoghi.

Prima tappa a Ispica, dagli amici Claudio Drago ed Evelina Barone che sono stati gli artefici della replica di Modica. Ispica è una città dalle infinite potenzialità culturali. Forse poco sfruttate, ma questo può essere anche un bene per la preservazione delle tradizioni e la minore gentrificazione.

A Modica siamo stati ospitati da Francesco Lucifora (rivelatosi una vecchia conoscenza in altri contesti), direttore artistico dello spazio Chiesa e Chiostro di S. Maria del Gesù che ha inventato una stagione teatrale e musicale di grande valore, conclusasi proprio con il nostro spettacolo.

La Chiesa, poi carcere, ora spazio culturale è di una bellezza mozzafiato. In stile gotico normanno, edificata più o meno nel periodo storico in cui abbiamo ambientato le Herbarie, sembrava essere nata proprio per accogliere la nostra storia.

A Catania, invece è stato tutto diverso e forse più complicato. Siamo estremamente grati al Catania Off Fringe Festival per averci selezionati in questa prima edizione.

Un progetto estremamente ambizioso: riempire la città (che pure culturalmente è molto vivace e attiva) con 15 giorni di oltre 50 spettacoli, ognuno in quattro repliche) disseminati in location diverse con un punto di riferimento comune, il Village che aveva il suo quartier generale nello spazio del Mono, un locale nato negli spazi di una ex fabbrica di zolfo in una zona molto attiva culturalmente.

Progetto ambizioso anche perché le location dove si svolgevano gli spettacoli erano dislocate in vari punti della città, alcuni difficilmente raggiungibili. Questa per chi (come noi) era proprio in un’altra zona, rispetto alla maggior parte dei teatri, è stato penalizzante anche se, alla fine, siamo stati lo spettacolo ospitato a Sala Futura (del Teatro Stabile) che ha avuto il maggior numero di spettatori.

Un Fringe Festival, come ci hanno spiegato nei vari workshop dedicati a noi teatranti, i direttori artistici dei maggiori Fringe del mondo (da Avignone a Edimburgo, da Adelaide a Praga da Stoccolma a Hollywood, a Cipro…) è in realtà un solo grande lavoro di promozione e contatto.
Il pubblico deve essere cercato, meravigliato, coinvolto, attirato. Nessuno lo può fare per te. I costi sono molti e spesso molto alti, nessuno ti ospita o paga per te. Lo spettacolo in sé per sé non è che un 10% di tutto il lavoro da svolgere.
Il risultato, dunque non è nel pagamento del lavoro, quanto nella rete che si riesce a realizzare. Una rete che potrebbe tornare utile, o anche no.

Per tornare al Catania off Fringe Festival, di cose da migliorare ne abbiamo trovate parecchie. Herbarie, probabilmente ha bisogno di un contesto più tranquillo di quello che abbiamo trovato e non abbiamo vinto nessuno dei tanti premi messi in palio.

Un Fringe, però, resta uno degli eventi più pazzeschi e divertenti al mondo. A noi è servito a scoprirci nel nuovo cast con Silvia Mazzotta che ha dato allo spettacolo una verve molto diversa contribuendo a renderlo più sottile e immaginativo.


La Sicilia degli Dei ci attende.

Herbarie. Le chiamavano streghe arriva in prima assoluta siciliana a Modica, domenica 16 ottobre alle 18.30 al Chiostro di S. Maria del Gesù.

La Sicilia, dove le donne di sapere controllavano il vento di scirocco e suscitavano quello di ponente per permettere una buona navigazione ai pescatori, o custodivano i serpenti simbolo dell’energia guaritrice femminile; la Sicilia dove le donne d’erbe hanno tradizione antica e curano le malattie con le parole, le erbe, le pietre e gli animali, come dicono anche i proverbi: Tanti erbi, tanti mali avemu, e anche cc’è tanti erbi all’ortu, ca risurgina l’omu mortu, oppure Erba di ventu, Ogni mali havi abbentu.

La Sicilia dove, ancora di più che altrove i ruoli sono doppi e distinti: c’è la guaritrice herbaria e c’è l’irvalora. La prima esercita come medico e va personalmente nei campi a raccogliere le piante necessarie alla terapia; la seconda è una sorta di farmacista-erborista, con una bottega vera e propria, le cui pareti sono tappezzate di erbe di ogni tipo che le vengono portate da raccoglitori, parenti, amici…

La Sicilia ci accoglie fra le arcate di un convento sorto poco dopo il tempo di cui narriamo, uno di quei luoghi sacri e culturali dove era possibile studiare filosofia, teologia e imparare la cura.  Uno splendido chiostro in stile arabo-normanno, le cui colonnine che sorreggono gli archi, sono variamente decorate e ognuna diversa dall’altra.

Dopo Modica saremo a Catania, per il Catania Fringe Festival nei giorni 20 (ore 21,30), 21 (ore 17,30), 22 (ore 19,30) e 23 ottobre (ore 21,30) alla Sala Futura del Teatro Stabile di Catania.

È la prima edizione di un Fringe Festival a Catania, è un momento straordinario per il teatro indipendente. Come in tutti i fringe del mondo sarà possibile incontrarsi, conoscersi, scambiarsi.
E, anche se i linguaggi saranno differenti, anche se le motivazioni, gli obiettivi, le poetiche seguiranno strade diverse, sarà l’occasione per guardare con occhi liberi, per scoprire pensieri, idee, difficoltà, culture.

Herbarie. Le chiamavano streghe resta la rappresentazione di un momento unico di consapevolezza e scoperta di come la guarigione non sia un fatto non solo medico, ma anche culturale, poiché mette in gioco i simboli, i luoghi, gli oggetti quotidiani, e l’effetto dato dai rituali, facilitando il processo di guarigione.

Dio non permise [di conoscere le erbe], altrimenti gli uomini guarirebbero tutti […]; solo a  qualche donna dà di tanto in tanto la facoltà di scoprire queste virtù, ma perché non la insanisca, non dev’essere creduta
[Salvatore Amabile Guastella]

Quest’anno non siamo riusciti ad organizzare l’undicesimo incontro di Poesie per la Pace. Si è sovrapposta la rassegna Le Belle Sere e i prossimi impegni di ottobre e anche l’assenza delle istituzioni che avevamo provato a coinvolgere.

Ma oggi è comunque la Giornata Internazionale della Pace e Poesie per la Pace resta un punto fermo per chi sa che la Pace può esistere e vive sapendolo e la realizza scrivendo e pensando poeticamente.

Noi quest’anno la celebriamo con le parole di Wisłava Szymborska.

Pace

Precederà i comunicati la gioiosa sirena dei cuori.

Più veloce della luce è la notizia,

più veloce della notizia la fede.

Nelle grida, nei discorsi, nei canti

parole tutte deludenti,

tranne una: finalmente.

Cieche fin qui le notti di città

lanceranno segnali al cielo –

su fino agli astri dell’immensità.

Il lutto strappato alle finestre

sarà calpestato dai passanti

che avanzano disposti in schiere.

Altri correranno fuori di casa

per porgere con una rapida

stretta di mano

ai loro cari, a chiunque per strada,

la verità come una cosa –

che l’uomo ha portato alla terra

pace – non spada.

Quanto può essere bella Roma quando si incuriosisce di quel che accade nelle sue vie, nei vicoli, nelle piazze?

Quanto può regalare Roma se si resta in ascolto di tutto quello che accade? La città è aperta a tutti. Ognuno trova qualcosa che gli assomiglia o che riporta ricordi, oppure che consente nuove visioni. C’è posto per tutti e per tutto. Se la si guarda da vicino è una città che, nonostante i dolori, i malfunzionamenti, le difficoltà, non lascia fuori nessuno.

A Borgo, poi, è sempre così. Ne avevamo avuto esperienza quando, prima della pandemia organizzammo Borgo d’Estate a Piazza delle Vaschette, accolti e spesso anche aiutati dai numerosi homeless che vivevano lì (e che ora sono stati ospitati nelle strutture vaticane).

Così, anche per Le Belle Sere per la rassegna Estate in Piazza 2022, voluta e finanziata dal Municipio Roma I Centro, che si è tenuta, con la direzione artistica di Ivan Vincenzo Cozzi, a Piazza del Catalone dall’8 all’11 settembre, abbiamo avuto una partecipazione e un’accoglienza davvero speciali.

Noi partiamo dall’idea che la vera necessità per gli esseri umani, sia quella di ritrovare la collettività, tornare alle radici, ai desideri e agli stupori e, grazie al recupero di tutto conoscere o riprendere in mano quello che può portare in un futuro sereno.

Tutto questo per dire che, nonostante infinite difficoltà Le Belle Sere ha iniziato la sua programmazione il pomeriggio di giovedì 8 settembre con il laboratorio di costruzione giocattoli di Brunella Petrini. Bambini di ogni età affollati attorno ai tavoli, i più grandi guidati ad utilizzare trapani a colonna e seghe a nastro, i più piccoli con pezzettini di carta vetrata per rendere lisci gli elementi per costruire automobiline e trottole; tutti, infine a dipingere i giocattoli. Un susseguirsi di esclamazioni e di domande: “è venuto abbastanza liscio?“, “come facciamo a fare le ruote?“. Fino a quando il sole cala e tutti vanno via con la propria trottola o la macchinina che corre davvero.

Alle 19 inauguriamo la manifestazione con gli assessori alle Politiche Culturali Giulia Silvia Ghia e al Bilancio Jacopo Scatà. Siamo una delle cinque Associazioni che hanno vinto il bando Estate in Piazza, abbiamo incentrato tutto sullo stare insieme e sui differenti target. La presenza delle istituzioni ci dà ancora più forza.

Segue la presentazione del libro di Antonio Veneziani Santi Subito. Veneziani è un poeta e uno scrittore particolare, la vita, tutt’altro che facile, gli ha lasciato fra le mani parole e visioni. La sua capacità di guardare fin dentro le persone e gli accadimenti lo hanno reso un cantore indomito. Il libro, presentato da Antonella Rizzo, anche lei poeta raffinata e decisa, è un viaggio attraverso personaggi mitici che hanno fatto la nostra cultura popolare e intellettuale: da Jean Genet a Jim Morrison, da Marilyn Monroe a Dario Bellezza, ad Amelia Rosselli, a Pier Paolo Pasolini

E il primo giorno si conclude con il concerto di cantastorie Storie cantate contro ogni guerra con Daniele Mutino e I Musici della Storia Cantata che ci hanno regalato una leggenda antica dedicata al Principe Senone di San Ginesio. Una storia di guerrieri e razzie, una storia di popoli diversi, una storia d’amore e magia nei Monti Sibillini nel IV Secolo a.C.
Con i cartelloni dipinti da Assunta Petrocchi, abbiamo potuto immaginare una storia possibile di tempi lontanissimi. A conclusione dello spettacolo Daniele Mutino ha chiamato sul palco due musicisti ospiti che hanno cantato la pace.

Venerdì 9 settembre è stata la giornata che aveva come tema “Le erbe, le donne, le streghe” ed è iniziata alle 17 con il laboratorio di trasformazione erboristica condotto da Isabella Moroni. Un incontro da un lato ludico, ma dall’altro teso a raccontare come non bisogna andare molto lontano per avere la cura, che la cura è a disposizione anche senza pagare. La cura sono le piante con le loro molteplici proprietà.
Al laboratorio hanno partecipato anche i bambini che, armati di mortaio, sale grosso, erbe aromatiche e fiori, hanno preparato il sale aromatizzato per condire e i sali da bagno.

Con gli adulti (oltre 20 persone) si sono sperimentate alchimie cosmetiche, complice una grande pianta di aloe vera con la quale è stato fatto un siero tensore per il viso.

Tutto è cominciato con lo scrub alla cannella (zucchero di canna, miele cannella e olio di iperico): dosare gli elementi, aggiungerli man mano, mescolare. mettere nei barattolini.

Quando si è in molti il lavoro diventa collettivo, le dosi si moltiplicano per quanti sono i partecipanti, ma il lavoro viene fatto da due o tre persone. Gli altri seguono, aiutano, domandano. Tutti hanno aperto la loro foglia di aloe ed estratta la gelatina che poi è stata frullata assieme ad altri principi attivi. Infine sono stati aggiunti l’acido ialuronico e alcuni oli per rendere delicata la preparazione, mescolato tutto e ognuno con la propria boccettina ha potuto sperimentarne gli effetti.

È stato un incontro piacevolissimo. la curiosità, e la voglia di fare ci hanno fatto pensare di ripeterlo ancora.

Un grande successo visto che fra gli spettatori c’era anche l’erborista più famoso del Lazio (e forse anche d’Italia), Marco Sarandrea (una vera gioia!)

Alle 19,30 l’incontro con Paolo Portone, storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora che ha raccontato la storia di Funicella, strega romana mandata al rogo e arsa in Campidoglio, probabilmente senza alcuna colpa.
I racconti di Paolo Portone ci permettono sempre di scoprire che la stregoneria storica non è quella che pensiamo (le vecchie cattive, adepte del demonio), ma neanche le belle streghe della Wicca o del Neopaganesimo. Entrambi interessanti ambiti spirituali, ma troppo moderni e recenti per far comprendere la cosa più importante, ovvero che le streghe perseguitate dall’Inquisizione, non erano altro che donne che portavano avanti pratiche terapeutiche di cura del corpo e dell’anima per i ceti più poveri e isolati e che la loro persecuzione servì per realizzare una nuova e più pervasiva forma di controllo e di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia.

Sapere questo porta gli spettatori a comprendere più profondamente quanto detto nello spettacolo Herbarie Le chiamavano streghe che parla proprio di queste mediche, donne di erbe, levatrici nel momento in cui, da una condizione di comunità dedita e accogliente si passa alla distruzione dei saperi e alla manipolazione della cura.

Sabato 10 settembre era il giorno in cui viaggiare “Verso l’Oriente” e lo abbiamo fatto con un incontro di Tai Chi Chuan, e con le letture di testi dedicati all’India, alla Cina, al Giappone, e con gli antichi testi di Rumi o di Omar Kayyam come questo:
Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.
Mi occorre appena lo stretto necessario, e un pezzo di pane.
Poi io e te seduti in un luogo deserto…
Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.

Non t’affliggere così vanamente, vivi contento,
pur se ingiusta appare la tua sorte, vivi con giustizia.
Giacché in conclusione questo mondo è il nulla,
pensa di essere il nulla, e libero vivi.

I lettori sono stati Andrea Memoli, Isabella Moroni, Emma Padoan ed Elena Stabile, accompagnati da Tito Rinesi e Piero Grassini, i musicisti del concerto serale.

Nel frattempo da Borgo Santo Spirito era partita la passeggiata Storie e memorie dei Borghi di Roma dal VI al XVI secolo, guidata dalla storica dell’arte Penelope Filacchione, alla scoperta del Genius Loci che non abbandona mai il luogo che protegge, anche quando la forma della città viene stravolta (come successe alla Spina dei Borghi nel secolo scorso).

La sera, in un grande via vai di gente che si fermava richiamata dai suoni e dalla lingua turca antica, Tito Rinesi e Piero Grassini ci hanno fatto scoprire il mondo di Rameshgar, i “produttori di gioia” (appellativo che si dava ai musicisti in epoca pre-islamica. Musiche dal ritmo morbido e coinvolgente, decisamente portatore di gioia e di bellezza.

L’ultimo giorno, domenica 11, lo abbiamo dedicato “A Pier Paolo Pasolini” e non solo perché il centenario della nascita ci ha coinvolto nelle celebrazioni, ma soprattutto perché a distanza di anni, con il mondo che cambia con la rapidità del lampo, le intuizioni politiche e poetiche di Pasolini rimangono una guida, una linea che può condurci lontano, farci capire, renderci umani.

Pasolini incontra il cinema quando ancora è poeta e scrittore, scrive sceneggiature per i film degli altri fino a quando si accorge che la lingua del cinema è molto più inclusiva e descrittiva della lingua italiana, così si cimenta come regista e comincia ad usare un nuovo linguaggio. Parte dalle sue conoscenze pittoriche per immaginare le inquadrature e man mano inserisce nelle storie tutti i personaggi reali, indicibili che ha saputo raccontare nei suoi romanzi. Nell’incontro con il critico cinematografico Pino Moroni abbiamo potuto scoprire che questa visione della sceneggiatura che ha Pasolini è del tutto innovativa. Il cinema smette di costruirsi sulla storia letteraria e va avanti per altre strade diventando man mano il modo più diretto ed emozionante per comunicate, come vediamo ogni giorno con il moltiplicarsi delle immagini in movimento, dirette eredi della popolarità del cinema.

L’incontro è stato punteggiato da letture di poesie e scritti di Pasolini recitati da Claudia Fontanari, Andrea Memoli, Emma Padoan e Brunella Petrini.

Introdotto dalla Presidente della Commissione Cultura del Municipio Roma I Centro, Ludovica Jaus, che ha portato l’energia e il desiderio di continuare a fare progetti per il territorio, è iniziato lo spettacolo musicale di BandaJorona e Emiliano Valente Gli echi della città. Un viaggio tra la musica e le parole di Pier Paolo Pasolini. Incontrarsi con le “canzonette” scritte da Pasolini non sempre è facile. Siamo abituati ad attribuirle ai cantanti che le hanno diffuse (Gabriella Ferri, Laura Betti, Domenico Modugno, Giovanna Marini, Alice…) o ai musicisti che hanno dato loro note, ritmi e tempi (Nino Rota, Piero Piccioni, Ennio Morricone…), ma le parole sono del poeta Pasolini e gli argomenti il filo conduttore della sua vita e della sua interiorità.
Emozionanti i brani tratti da Petrolio o da aneddoti di Tarzanetto, ovvero Paolo Pilati, uno dei ragazzi di vita che con Pasolini trovò la sua via come realizzatore di effetti speciali nel cinema.

Tutti i giorni abbiamo anche allestito un tavolo di Free Books. Era possibile prenderli gratuitamente o scambiarli. È stato un punto di ritrovo molto frequentato anche dagli stranieri che visitavano la Piazza e sono andati via quasi tutti i circa ottanta libri portati. I pochi rimasti sono stati donati alla Biblioteca del Centro Anziani Borgo Pio.

È stata una rassegna molto riuscita. Merito dell’ambiente, delle persone, dell’accoglienza. Merito degli artisti e della programmazione. Merito di tutti quelli che ci hanno aiutato, supportato e indirizzato e che vogliamo citare nome per nome perché dire grazie può creare nuove energie ed è nostro profondissimo piacere.

Grazie al Municipio Roma I Centro e, in particolare a Roberto Betti, Cinzia Santucci, Annamaria Izzo e all’Ufficio SUAP; al Dipartimento Attività Culturali di Roma Capitale ed in particolare agli Uffici di Pubblico Spettacolo.

Grazie al Centro Anziani Borgo Pio e alla sua Presidente Rosella Giustini che, nonostante il grave lutto che l’ha colpita, è stata disponibile, ospitale e affettuosa dandoci la possibilità di usare il Centro per i nostri materiali e come camerino.

Grazie allo Studio Tecnico Mendicino senza cui non avremmo mai potuto risolvere le problematiche nate dalla mancata fornitura di energia elettrica da parte dell’ACEA ed in particolare a Raffaella Viva che ci ha seguito passo passo dandoci le giuste indicazioni anche quando eravamo nel panico. Grazie al tecnico acustico Alessandro Corona che, nonostante i ritardi delle autorizzazioni, è riuscito a farci avere in tempo l’autorizzazione per l’impatto acustico.

Grazie alla Ditta Power Truck che ci è riuscita a fornire all’ultimo minuto il generatore necessario per avere l’energia elettrica per la quale ancora oggi l’ACEA non ha elaborato il preventivo nonostante la richiesta fosse stata fatta ad agosto e il sopralluogo il 5 settembre.

Grazie alla Tech Factory di Rodolfo Feliciangeli, spacciatore di fari, dimmer, cavi, passacavi, casse, windup e materiale tecnico da infiniti anni.

Grazie a David Barittoni, insostituibile tecnico luci e fonica che ha montato, smontato, organizzato cavi, riadattato spine, bilanciato suoni.

Grazie a Enrico Cozzi per aver sorvegliato la Piazza e le strutture tutte le notti.

Grazie a Chiara Palumbo, giornalista infaticabile, ufficio stampa e social media manager della manifestazione che ha portato circa 20mila le visite e le interazioni con Le Belle Sere sul web.

Grazie all’insostituibile e rigoroso affabulatore Paolo Portone che sa trasformare gli stereotipi della storia in verità poco conosciute, ma incontrovertibili.

Grazie a Penelope Filacchione che ha raccontato Borgo e il suo Genius Loci rendendoli reali e visibili.

Grazie a Pino Moroni che è entrato a fondo nella poetica cinematografica di Pasolini, consegnandocene una lettura appassionante.

Grazie agli artisti intervenuti.
Daniele Mutino, Daniele Ercoli e Alex Taborri, ovvero I Musici della Storia Cantata e grazie alle immaginifiche scenografie di Assunta Petrocchi.

Claudia Fontanari, Brunella Petrini ed Elena Stabile insostituibili Herbarie, capaci di recitare in ogni situazione, sempre con la stessa passione.

Tito Rinesi e Piero Grassini e alla loro instancabile ricerca nei testi e nelle musiche antiche e sacre.

Bianca Giovannini “la Jorona”, Francesco BerrafatoFelice Zingarelli ovvero BandaJorona ed Emiliano Valente voce recitante e ricercatore di parole e di storie.

Grazie ad Andrea Memoli e Emma Padoan attori, lettori, tecnici, staff, generosi e dialoganti.

Grazie a Ivan Cozzi e alla sua dedizione che gli consente di essere, oltre che Direttore Artistico, anche uomo di fatica, insegnante di Tai Chi Chuan, regista, tessitore di rapporti umani, risolutore di problemi d’ogni genere.

E infine grazie a tutti coloro che hanno partecipato, una settantina di persone al giorno e altri viandanti che hanno lasciato sguardi e qualche parola.

Noi proseguiamo. Alla prossima.


Le Belle Sere. Quattro giornate di parole musica, giochi e laboratori per scoprire la possibilità di ritrovare connessioni, sogni, e immaginazione grazie ai racconti, alle storie, alla musica, alle parole. Per tutti.

Scandriglia, cittadina arroccata sul panorama di olivi e monti azzurrini della Sabina ha da poco un nuovo Teatro ricavato da una chiesa.
Un palco che sa di legno, una platea nuovissima, un pubblico curioso e numeroso.
Siamo stati qui. E sono stati applausi a scena aperta.
Che gioia fare teatro dove la meraviglia è ancora viva!

Cosa fa del progetto Herbarie un luogo di scambio e unione fra natura e cultura?
Semplicemente il piacere e la capacità di unire alle buone pratiche ambientali o di evoluzione spirituale, la rappresentazione e la narrazione storica, fa della natura la scintilla che accende la conoscenza.

E questo avviene grazie allo spettacolo, che rappresenta il cuore del progetto, e ai racconti proposti dal Prof. Paolo Portone, capace di scomporre il materiale storico per costruire realtà inaspettate che permettono di incamminarci sulle molteplici strade seguite dal sapere delle donne, l’evolversi della cura, il rapporto con la medicina, la natura, l’ambiente, e la capacità di resistere alle oppressioni.

La mattina della solennità di San Giovanni Battista, innanzi che si levasse il sole io ero solita andare a raccogliere l’herba chiamata di San Giovanni, herba che fa una pianta grande con un bel fiore di color vinato, ha le foglie grandi più di un palmo“.
Così testimoniò Angioletta delle Rive, guaritrice pordenonese accusata di stregoneria diabolica nel 1650 e morta in carcere nel 1651.

Da qui partirà l’incontro, tenuto da Paolo Portone, che si terrà nel corso dell’evento I tesori di Gaia. Una giornata con Madre Terra. Erbe, fiori e frutti per il benessere, che proponiamo sabato 18 giugno nella splendida campagna de Il Quarto La Bufera, fra le varie iniziative che abbiamo immaginato.

A Roma era credenza diffusa, ancora sulla fine del XIX secolo, che la notte del 23 giugno le acque si tramutassero in sostanza preziose, gli animali favellassero, le piante elargissero al massimo grado le loro proprietà, ma soprattutto che fosse possibile vedere in cielo il passaggio delle streghe dirette a Benevento per celebrare la più celebre delle tregende stregonesche. Come si sia aggiunta questa tenebrosa credenza ai più solari e benefici riti solstiziali è ancora questione apertissima, quello che sappiamo e da cui partiremo nella nostra narrazione storica è che a Roma nel 1426 su istigazione di Bernardino da Siena finì sotto processo come strega una donna, probabilmente una herbaria, guaritrice e levatrice, di nome Finicella, condannata al rogo per avere “diabolicamente occiso de molte criature” e affatturato molte persone. Una donna che al pari delle migliaia che dopo di lei nei secoli a venire patiranno lo stesso martirio, confessò davanti ai suoi giudici, probabilmente dopo essere stata torturata che le piante che andava raccogliendo nel “dì santo Giovanni”, altro non erano che maleodoranti erbe del Diavolo.

Paolo Portone partirà da qui per raccontare l’invenzione della strega diabolica (cioè di una adepta del culto apostatico ed ereticale di Satana) e della caccia alle streghe che, più di tre secoli, fu il modo in cui le autorità religiose e civili dell’Europa occidentale realizzarono una nuova e più pervasiva forma di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia (economica, culturale, religiosa, sessuale e terapeutica) e l’imposizione di un controllo sistematico del corpo e dell’anima.

Sarà una scoperta, una crescita, probabilmente qualcosa di nuovo. Una sorta di chiave magica capace di introdurre allo spettacolo.

Paolo Portone. Allievo di Rosario Villari, si è laureato in storia moderna con una tesi sulla caccia alle streghe nell’antica diocesi di Como. Socio  della Società Italiana di Storia delle Religioni (SiSr), nel 1998 ha fondato insieme a G. Lutzenkirchen il Centro di studi storico antropologici Alfonso M. Di Nola – Culti, culture e medicina popolare. Dal 2008 è direttore scientifico del Centro Insubrico di Ricerche Etnostoriche, con sede a Como. Saggista, collaboratore di programmi radiotelevisivi ha curato la realizzazione  della prima esposizione permanente  in Italia dedicata al tema della caccia alle streghe, il  Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora (IM). Come cultore della materia ha partecipato a numerosi convegni, pubblicando i suoi studi su riviste scientifiche, dizionari ed enciclopedie. Le ricerche svolte in questi anni sono state indirizzate all’approfondimento di quella particolare forma di eterodossia religiosa, peculiare dell’Europa moderna, che si suole definire, con termine onnicomprensivo, “stregoneria diabolica”. Al centro delle sue indagini è l’universo culturale e simbolico delle vittime della caccia alle streghe, un mondo analizzato in una prospettiva etnostorica secondo la classica definizione data da Aurelio Rigoli, cioè attraverso un approccio metodologico che, utilizzando ogni possibile informazione (rilevata da materiale cartaceo, dalla tradizione orale, dalla gestualità, dai modelli di comportamento, dalla cultura materiale, iconica e così via) riesce a comporre una equilibrata fisionomia delle istituzioni che conformano le società/culture (ad esempio la religione, la forma matrimoniale, l’amministrazione della giustizia ecc ). Lo studio del fenomeno persecutorio, coerentemente con questo taglio , non è stato affrontato perciò solo attraverso l’analisi dei documenti storici, in questo caso la documentazione processuale e la trattatistica demonologica ed inquisitoriale, ma tenendo in considerazione le testimonianze provenienti dallo studio delle tradizioni popolari e dalla ricerca antropologica. www.paoloportone.it

Una giornata con Madre Terra in una delle più belle campagne del Lazio.
Ad Aprilia, in cima a una piccola collina, al limite del bosco, lungo campi di erbe selvatiche e frutteti appena nati, Il Quarto La Bufera ci aspetta, a pochi giorni dal solstizio d’estate, per condurci in un mondo fatto di saperi antichi e profondi come le erbe, i ritmi naturali, la medicina delle donne, il racconto simbolico e mitologico.

Questa giornata di scoperta, riposo, bellezza e pace che passeremo immersi nella natura nasce dal progetto legato al nostro spettacolo Herbarie: le chiamavano streghe (testo di Silvia Pietrovanni) sulla figura ancestrale delle dominae herbarum, le erboriste del popolo, donne di cura e di conoscenza e di come divennero “streghe” e perseguitate.

Uniremo, così, la scoperta della natura viva a quella della poesia, della storia e del teatro, in una narrazione che invita alla meraviglia della scoperta emozionale di erbe, suoni, odori, natura, forme di vita, immaginazioni… E, soprattutto, rispetto e curiosità per un racconto che riconosca (e ci faccia riconoscere) in quello che davvero è essenziale per far parte del mondo che ci è stato dato.

PROGRAMMA (in evoluzione)

10.30 – 12.00 Alla scoperta delle erbe che curano con Roberto Peretti (sentieri etnobotanici per il riconoscimento delle piante selvatiche, officinali, curative e delle loro storie)

13.00 Cibo e natura (assaggi di cibo preparato con erbe spontanee)

17.00 Musica d’erbe, di acqua e di natura (interventi musicali e ascolto di poesia)

18.15 La vigilia di S. Giovanni e il mito moderno delle streghe volanti. Incontro con Paolo Portone storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora e letture di brani

19.00 Herbarie: le chiamavano streghe. Spettacolo teatrale con Claudia Fontanari, Brunella Petrini e Elena Stabile. Regia Ivan Vincenzo Cozzi

21.00 Brindisi finale di arrivederci

Il costo della giornata, comprensiva di tutti gli eventi, della degustazione e dello spettacolo è di € 70 a persona

È possibile partecipare anche soltanto allo spettacolo teatrale, parte integrante del progetto “I Tesori di Gaia” e all’incontro sulle erbe e la cura al costo di € 15

Il mese che Herbarie: le chiamavano streghe ha passato alla Biblioteca Vaccheria Nardi è stato colmo di stimoli e sorprese.

La mostra fotografica ha avuto i suoi visitatori affezionati e, man mano che le iniziative sono andate avanti, il progetto è cresciuto, ha ricevuto interesse, curiosità, fiducia e stima.

Infatti si sta, ogni giorno di più, trasformando in un presidio di resistenza narrativa dove trovare storie, azioni, saperi, nuovi indizi, buone pratiche, trasformazioni, erbe, suoni, odori, natura, forme di vita, immaginazioni, manualità, creazioni rispetto e curiosità per un racconto del mondo che riconosca e ci faccia riconoscere in quello che davvero è essenziale per avere cura e far parte del mondo che ci è stato dato.

Giovedì 7 aprile abbiamo inaugurato la mostra fotografica con l’autore, Claudio Drago con il sole che filtrava dalle finestre della grande sala espositiva. Subito dopo, le interpreti di Herbarie hanno rappresentato alcune scene tratte dello spettacolo.

Giovedì 14 aprile abbiamo incontrato Paolo Portone, docente, storico, saggista e responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora.
La conversazione, dal titolo La medicina folklorica nei processi dell’Inquisizione ci ha portato alla scoperta di come le erbe, materiale incontrastato della cura (anche nella composizione attuale di molte medicine) siano diventate, nel tempo, oggetti di reato e chi le usava abbia dovuto cedere il passo e la conoscenza ai medici ufficiali che, nel migliore dei casi, sperimentavano le loro teorie sui malati invece di curarli.

Le letture tratte dai processi e dagli erbari curativi sono state fatte da Andrea Memoli.

Giovedì 21 aprile è stata la volta del workshop di erbologia con i bambini dai 6 ai 10 anni (ai quali si sono aggiunti fratelli più piccoli, amici e altri bambini) in un pomeriggio coloratissimo in cui abbiamo costruito bacchette magiche piene di foglie nastri e campanellini a partire dai rami degli alberi ognuno dei quali portava in dono le sue proprietà. Poi siamo passati a fare i sali aromatizzati per condire (con rosmarino, salvia e timo) e quelli da bagno con i grani di lavanda e i petali di rosa.

Sabato 23 aprile, infine, sotto il grande leccio del giardino della Biblioteca si è tenuto il Laboratorio di erbe per la bellezza e per la salute dove gli intervenuti di età diverse, hanno scoperto alcune proprietà delle erbe e i segreti per trasformarle in benessere. Lo scrub allo zucchero, cannella e olio di iperico; il siero con il gel di aloe vera, l’olio da massaggio rilassante, sensuale o energizzante con gli oli essenziali.

La Biblioteca ci ha accolto e ha condiviso il nostro percorso. È stato un nuovo passo per ricostruire il più fiduciosamente possibile il senso di collettività e di relazione perso in questo tempo di paura e sospensione.
Abbiamo messo in comune ciò che si conosce, ciò che può provocare idee. Abbiamo lavorato sulla natura, sulla cura, sulle conoscenze delle donne che si tramandano anche a dispetto dell’evolversi del mondo e del mutare delle epoche.

Un primo passo di cui dobbiamo ringraziare tutti coloro che abbiamo incontrato.