Tre fotografi per uno spettacolo.

Chiara Pasqualini, Claudio Drago e Ivan Meacci (in stretto ordine di scatto)

Dall’anteprima alla prima de Le Città Invisibili. Pensieri e immagini.

Lo spettatore lascia il teatro con la consapevolezza che mai più carezzerà le pagine de Le città Invisibili senza ritornare a quelle quinte, a quelle musiche, alle loro ombre e ai loro lampi.

Il Teatro di Villa Torlonia accoglie Le Città Invisibili

Rappresentare Le Città Invisibili in prima nazionale proprio in questo Teatro, è una sfida che ci piace molto. E siamo certi che ci porterà fortuna.

Le scenografie di Cristiano Cascelli per Le Città Invisibili. Semplicità opulenta.

Ma com’è il palazzo di Kublai Kan? Come si può rendere in un ambiente minimalista, dove sono le parole e le azioni a fare la storia?

Le Città Invisibili. Quando il costume è una trasformazione.

I costumi in un continuo dialogo di culture e di memorie.

La musica di Tito Rinesi racconta le Città Invisibili

Come si può rendere su un palcoscenico tanta immensità? La parola, certo, ma anche quella ha un limite, quello del significato, e allora?
Ma sì, con la musica.

Sostenere Le Città Invisibili significa produrle insieme a noi.

Ti invitiamo ad essere co-produttore di questo spettacolo, ad intraprendere con noi questo viaggio sostenendoci a seconda delle tue possibilità.

Il viaggio e il sogno che ci portano alle Città Invisibili

Lo spettacolo non ha un tempo o un luogo specifici, è la provenienza da regioni lontane, steppe, deserti, montagne, mari a uniformare la narrazione che si suddivide in quattro macroscene

Le Città Invisibili. Calvino, il teatro, il sogno.

Le Città Invisibili è un diario di viaggio in luoghi straordinari. La storia è incentrata sugli incontri tra l’anziano imperatore tartaro Kublai Kan e il giovane Marco Polo, mercante veneziano, giunto alla sua corte.