Quest’anno non siamo riusciti ad organizzare l’undicesimo incontro di Poesie per la Pace. Si è sovrapposta la rassegna Le Belle Sere e i prossimi impegni di ottobre e anche l’assenza delle istituzioni che avevamo provato a coinvolgere.

Ma oggi è comunque la Giornata Internazionale della Pace e Poesie per la Pace resta un punto fermo per chi sa che la Pace può esistere e vive sapendolo e la realizza scrivendo e pensando poeticamente.

Noi quest’anno la celebriamo con le parole di Wisłava Szymborska.

Pace

Precederà i comunicati la gioiosa sirena dei cuori.

Più veloce della luce è la notizia,

più veloce della notizia la fede.

Nelle grida, nei discorsi, nei canti

parole tutte deludenti,

tranne una: finalmente.

Cieche fin qui le notti di città

lanceranno segnali al cielo –

su fino agli astri dell’immensità.

Il lutto strappato alle finestre

sarà calpestato dai passanti

che avanzano disposti in schiere.

Altri correranno fuori di casa

per porgere con una rapida

stretta di mano

ai loro cari, a chiunque per strada,

la verità come una cosa –

che l’uomo ha portato alla terra

pace – non spada.

Quanto può essere bella Roma quando si incuriosisce di quel che accade nelle sue vie, nei vicoli, nelle piazze?

Quanto può regalare Roma se si resta in ascolto di tutto quello che accade? La città è aperta a tutti. Ognuno trova qualcosa che gli assomiglia o che riporta ricordi, oppure che consente nuove visioni. C’è posto per tutti e per tutto. Se la si guarda da vicino è una città che, nonostante i dolori, i malfunzionamenti, le difficoltà, non lascia fuori nessuno.

A Borgo, poi, è sempre così. Ne avevamo avuto esperienza quando, prima della pandemia organizzammo Borgo d’Estate a Piazza delle Vaschette, accolti e spesso anche aiutati dai numerosi homeless che vivevano lì (e che ora sono stati ospitati nelle strutture vaticane).

Così, anche per Le Belle Sere per la rassegna Estate in Piazza 2022, voluta e finanziata dal Municipio Roma I Centro, che si è tenuta, con la direzione artistica di Ivan Vincenzo Cozzi, a Piazza del Catalone dall’8 all’11 settembre, abbiamo avuto una partecipazione e un’accoglienza davvero speciali.

Noi partiamo dall’idea che la vera necessità per gli esseri umani, sia quella di ritrovare la collettività, tornare alle radici, ai desideri e agli stupori e, grazie al recupero di tutto conoscere o riprendere in mano quello che può portare in un futuro sereno.

Tutto questo per dire che, nonostante infinite difficoltà Le Belle Sere ha iniziato la sua programmazione il pomeriggio di giovedì 8 settembre con il laboratorio di costruzione giocattoli di Brunella Petrini. Bambini di ogni età affollati attorno ai tavoli, i più grandi guidati ad utilizzare trapani a colonna e seghe a nastro, i più piccoli con pezzettini di carta vetrata per rendere lisci gli elementi per costruire automobiline e trottole; tutti, infine a dipingere i giocattoli. Un susseguirsi di esclamazioni e di domande: “è venuto abbastanza liscio?“, “come facciamo a fare le ruote?“. Fino a quando il sole cala e tutti vanno via con la propria trottola o la macchinina che corre davvero.

Alle 19 inauguriamo la manifestazione con gli assessori alle Politiche Culturali Giulia Silvia Ghia e al Bilancio Jacopo Scatà. Siamo una delle cinque Associazioni che hanno vinto il bando Estate in Piazza, abbiamo incentrato tutto sullo stare insieme e sui differenti target. La presenza delle istituzioni ci dà ancora più forza.

Segue la presentazione del libro di Antonio Veneziani Santi Subito. Veneziani è un poeta e uno scrittore particolare, la vita, tutt’altro che facile, gli ha lasciato fra le mani parole e visioni. La sua capacità di guardare fin dentro le persone e gli accadimenti lo hanno reso un cantore indomito. Il libro, presentato da Antonella Rizzo, anche lei poeta raffinata e decisa, è un viaggio attraverso personaggi mitici che hanno fatto la nostra cultura popolare e intellettuale: da Jean Genet a Jim Morrison, da Marilyn Monroe a Dario Bellezza, ad Amelia Rosselli, a Pier Paolo Pasolini

E il primo giorno si conclude con il concerto di cantastorie Storie cantate contro ogni guerra con Daniele Mutino e I Musici della Storia Cantata che ci hanno regalato una leggenda antica dedicata al Principe Senone di San Ginesio. Una storia di guerrieri e razzie, una storia di popoli diversi, una storia d’amore e magia nei Monti Sibillini nel IV Secolo a.C.
Con i cartelloni dipinti da Assunta Petrocchi, abbiamo potuto immaginare una storia possibile di tempi lontanissimi. A conclusione dello spettacolo Daniele Mutino ha chiamato sul palco due musicisti ospiti che hanno cantato la pace.

Venerdì 9 settembre è stata la giornata che aveva come tema “Le erbe, le donne, le streghe” ed è iniziata alle 17 con il laboratorio di trasformazione erboristica condotto da Isabella Moroni. Un incontro da un lato ludico, ma dall’altro teso a raccontare come non bisogna andare molto lontano per avere la cura, che la cura è a disposizione anche senza pagare. La cura sono le piante con le loro molteplici proprietà.
Al laboratorio hanno partecipato anche i bambini che, armati di mortaio, sale grosso, erbe aromatiche e fiori, hanno preparato il sale aromatizzato per condire e i sali da bagno.

Con gli adulti (oltre 20 persone) si sono sperimentate alchimie cosmetiche, complice una grande pianta di aloe vera con la quale è stato fatto un siero tensore per il viso.

Tutto è cominciato con lo scrub alla cannella (zucchero di canna, miele cannella e olio di iperico): dosare gli elementi, aggiungerli man mano, mescolare. mettere nei barattolini.

Quando si è in molti il lavoro diventa collettivo, le dosi si moltiplicano per quanti sono i partecipanti, ma il lavoro viene fatto da due o tre persone. Gli altri seguono, aiutano, domandano. Tutti hanno aperto la loro foglia di aloe ed estratta la gelatina che poi è stata frullata assieme ad altri principi attivi. Infine sono stati aggiunti l’acido ialuronico e alcuni oli per rendere delicata la preparazione, mescolato tutto e ognuno con la propria boccettina ha potuto sperimentarne gli effetti.

È stato un incontro piacevolissimo. la curiosità, e la voglia di fare ci hanno fatto pensare di ripeterlo ancora.

Un grande successo visto che fra gli spettatori c’era anche l’erborista più famoso del Lazio (e forse anche d’Italia), Marco Sarandrea (una vera gioia!)

Alle 19,30 l’incontro con Paolo Portone, storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora che ha raccontato la storia di Funicella, strega romana mandata al rogo e arsa in Campidoglio, probabilmente senza alcuna colpa.
I racconti di Paolo Portone ci permettono sempre di scoprire che la stregoneria storica non è quella che pensiamo (le vecchie cattive, adepte del demonio), ma neanche le belle streghe della Wicca o del Neopaganesimo. Entrambi interessanti ambiti spirituali, ma troppo moderni e recenti per far comprendere la cosa più importante, ovvero che le streghe perseguitate dall’Inquisizione, non erano altro che donne che portavano avanti pratiche terapeutiche di cura del corpo e dell’anima per i ceti più poveri e isolati e che la loro persecuzione servì per realizzare una nuova e più pervasiva forma di controllo e di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia.

Sapere questo porta gli spettatori a comprendere più profondamente quanto detto nello spettacolo Herbarie Le chiamavano streghe che parla proprio di queste mediche, donne di erbe, levatrici nel momento in cui, da una condizione di comunità dedita e accogliente si passa alla distruzione dei saperi e alla manipolazione della cura.

Sabato 10 settembre era il giorno in cui viaggiare “Verso l’Oriente” e lo abbiamo fatto con un incontro di Tai Chi Chuan, e con le letture di testi dedicati all’India, alla Cina, al Giappone, e con gli antichi testi di Rumi o di Omar Kayyam come questo:
Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.
Mi occorre appena lo stretto necessario, e un pezzo di pane.
Poi io e te seduti in un luogo deserto…
Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.

Non t’affliggere così vanamente, vivi contento,
pur se ingiusta appare la tua sorte, vivi con giustizia.
Giacché in conclusione questo mondo è il nulla,
pensa di essere il nulla, e libero vivi.

I lettori sono stati Andrea Memoli, Isabella Moroni, Emma Padoan ed Elena Stabile, accompagnati da Tito Rinesi e Piero Grassini, i musicisti del concerto serale.

Nel frattempo da Borgo Santo Spirito era partita la passeggiata Storie e memorie dei Borghi di Roma dal VI al XVI secolo, guidata dalla storica dell’arte Penelope Filacchione, alla scoperta del Genius Loci che non abbandona mai il luogo che protegge, anche quando la forma della città viene stravolta (come successe alla Spina dei Borghi nel secolo scorso).

La sera, in un grande via vai di gente che si fermava richiamata dai suoni e dalla lingua turca antica, Tito Rinesi e Piero Grassini ci hanno fatto scoprire il mondo di Rameshgar, i “produttori di gioia” (appellativo che si dava ai musicisti in epoca pre-islamica. Musiche dal ritmo morbido e coinvolgente, decisamente portatore di gioia e di bellezza.

L’ultimo giorno, domenica 11, lo abbiamo dedicato “A Pier Paolo Pasolini” e non solo perché il centenario della nascita ci ha coinvolto nelle celebrazioni, ma soprattutto perché a distanza di anni, con il mondo che cambia con la rapidità del lampo, le intuizioni politiche e poetiche di Pasolini rimangono una guida, una linea che può condurci lontano, farci capire, renderci umani.

Pasolini incontra il cinema quando ancora è poeta e scrittore, scrive sceneggiature per i film degli altri fino a quando si accorge che la lingua del cinema è molto più inclusiva e descrittiva della lingua italiana, così si cimenta come regista e comincia ad usare un nuovo linguaggio. Parte dalle sue conoscenze pittoriche per immaginare le inquadrature e man mano inserisce nelle storie tutti i personaggi reali, indicibili che ha saputo raccontare nei suoi romanzi. Nell’incontro con il critico cinematografico Pino Moroni abbiamo potuto scoprire che questa visione della sceneggiatura che ha Pasolini è del tutto innovativa. Il cinema smette di costruirsi sulla storia letteraria e va avanti per altre strade diventando man mano il modo più diretto ed emozionante per comunicate, come vediamo ogni giorno con il moltiplicarsi delle immagini in movimento, dirette eredi della popolarità del cinema.

L’incontro è stato punteggiato da letture di poesie e scritti di Pasolini recitati da Claudia Fontanari, Andrea Memoli, Emma Padoan e Brunella Petrini.

Introdotto dalla Presidente della Commissione Cultura del Municipio Roma I Centro, Ludovica Jaus, che ha portato l’energia e il desiderio di continuare a fare progetti per il territorio, è iniziato lo spettacolo musicale di BandaJorona e Emiliano Valente Gli echi della città. Un viaggio tra la musica e le parole di Pier Paolo Pasolini. Incontrarsi con le “canzonette” scritte da Pasolini non sempre è facile. Siamo abituati ad attribuirle ai cantanti che le hanno diffuse (Gabriella Ferri, Laura Betti, Domenico Modugno, Giovanna Marini, Alice…) o ai musicisti che hanno dato loro note, ritmi e tempi (Nino Rota, Piero Piccioni, Ennio Morricone…), ma le parole sono del poeta Pasolini e gli argomenti il filo conduttore della sua vita e della sua interiorità.
Emozionanti i brani tratti da Petrolio o da aneddoti di Tarzanetto, ovvero Paolo Pilati, uno dei ragazzi di vita che con Pasolini trovò la sua via come realizzatore di effetti speciali nel cinema.

Tutti i giorni abbiamo anche allestito un tavolo di Free Books. Era possibile prenderli gratuitamente o scambiarli. È stato un punto di ritrovo molto frequentato anche dagli stranieri che visitavano la Piazza e sono andati via quasi tutti i circa ottanta libri portati. I pochi rimasti sono stati donati alla Biblioteca del Centro Anziani Borgo Pio.

È stata una rassegna molto riuscita. Merito dell’ambiente, delle persone, dell’accoglienza. Merito degli artisti e della programmazione. Merito di tutti quelli che ci hanno aiutato, supportato e indirizzato e che vogliamo citare nome per nome perché dire grazie può creare nuove energie ed è nostro profondissimo piacere.

Grazie al Municipio Roma I Centro e, in particolare a Roberto Betti, Cinzia Santucci, Annamaria Izzo e all’Ufficio SUAP; al Dipartimento Attività Culturali di Roma Capitale ed in particolare agli Uffici di Pubblico Spettacolo.

Grazie al Centro Anziani Borgo Pio e alla sua Presidente Rosella Giustini che, nonostante il grave lutto che l’ha colpita, è stata disponibile, ospitale e affettuosa dandoci la possibilità di usare il Centro per i nostri materiali e come camerino.

Grazie allo Studio Tecnico Mendicino senza cui non avremmo mai potuto risolvere le problematiche nate dalla mancata fornitura di energia elettrica da parte dell’ACEA ed in particolare a Raffaella Viva che ci ha seguito passo passo dandoci le giuste indicazioni anche quando eravamo nel panico. Grazie al tecnico acustico Alessandro Corona che, nonostante i ritardi delle autorizzazioni, è riuscito a farci avere in tempo l’autorizzazione per l’impatto acustico.

Grazie alla Ditta Power Truck che ci è riuscita a fornire all’ultimo minuto il generatore necessario per avere l’energia elettrica per la quale ancora oggi l’ACEA non ha elaborato il preventivo nonostante la richiesta fosse stata fatta ad agosto e il sopralluogo il 5 settembre.

Grazie alla Tech Factory di Rodolfo Feliciangeli, spacciatore di fari, dimmer, cavi, passacavi, casse, windup e materiale tecnico da infiniti anni.

Grazie a David Barittoni, insostituibile tecnico luci e fonica che ha montato, smontato, organizzato cavi, riadattato spine, bilanciato suoni.

Grazie a Enrico Cozzi per aver sorvegliato la Piazza e le strutture tutte le notti.

Grazie a Chiara Palumbo, giornalista infaticabile, ufficio stampa e social media manager della manifestazione che ha portato circa 20mila le visite e le interazioni con Le Belle Sere sul web.

Grazie all’insostituibile e rigoroso affabulatore Paolo Portone che sa trasformare gli stereotipi della storia in verità poco conosciute, ma incontrovertibili.

Grazie a Penelope Filacchione che ha raccontato Borgo e il suo Genius Loci rendendoli reali e visibili.

Grazie a Pino Moroni che è entrato a fondo nella poetica cinematografica di Pasolini, consegnandocene una lettura appassionante.

Grazie agli artisti intervenuti.
Daniele Mutino, Daniele Ercoli e Alex Taborri, ovvero I Musici della Storia Cantata e grazie alle immaginifiche scenografie di Assunta Petrocchi.

Claudia Fontanari, Brunella Petrini ed Elena Stabile insostituibili Herbarie, capaci di recitare in ogni situazione, sempre con la stessa passione.

Tito Rinesi e Piero Grassini e alla loro instancabile ricerca nei testi e nelle musiche antiche e sacre.

Bianca Giovannini “la Jorona”, Francesco BerrafatoFelice Zingarelli ovvero BandaJorona ed Emiliano Valente voce recitante e ricercatore di parole e di storie.

Grazie ad Andrea Memoli e Emma Padoan attori, lettori, tecnici, staff, generosi e dialoganti.

Grazie a Ivan Cozzi e alla sua dedizione che gli consente di essere, oltre che Direttore Artistico, anche uomo di fatica, insegnante di Tai Chi Chuan, regista, tessitore di rapporti umani, risolutore di problemi d’ogni genere.

E infine grazie a tutti coloro che hanno partecipato, una settantina di persone al giorno e altri viandanti che hanno lasciato sguardi e qualche parola.

Noi proseguiamo. Alla prossima.


da giovedì 8 a domenica 11 settembre

Le piazze del cuore di Roma, ancora una volta vorremmo che fossero non solo vetrina di eventi ma, soprattutto, luogo di socializzazione, aggregazione e riappropriazione discreta degli spazi cittadini.

Dopo la pandemia e le visioni di guerra, crediamo si arrivato il tempo di tornare all’esperienza, alle radici, ai legami necessari; di ricominciare dai nostri territori e dalle storie sconosciute o dimenticate.

Così, giovedì 8 settembre inaugureremo, nel Rione Borgo, uno dei quartieri più antichi di Roma, la rassegna estiva Estate in Piazza 2022, promossa dal Municipio I Centro.

Il titolo è quello a noi caro: Le Belle Sere. Saranno quattro giornate in cui, dalle 17 alle 23, il rione si aprirà alla città, ai romani e ai turisti richiamati dal fascino cinquecentesco del quartiere. Qui sarà possibile ritrovare connessioni, sogni, e immaginazione grazie ai racconti, alle storie, alla musica, alle parole, per tutti.

Spettacoli teatrali, concerti, laboratori per ragazzi e adulti, incontri, reading, presentazione di libri, bookcrossing, l’erboristeria e la pratica del Tai Chi Chuan sono gli ingredienti che renderanno Piazza del Catalone una location condivisa, crocevia di linguaggi.

Ogni giornata avrà un suo protagonista e filo conduttore. Ognuna sarà aperta da un laboratorio, per mettersi alla prova con gli antichi talenti delle mani e scoprire quanto siano preziosi e attuali oggi. Seguirà un incontro quotidiano con libri inaspettati, letture o narrazioni, per poi concludersi sul palcoscenico, tra musica e teatro.

IL PROGRAMMA
Giovedì 8 settembre, “Leggende e Leggendari”: un viaggio alla scoperta di personaggi e storie di antiche leggende o miti contemporanei.

Alle 17.00 il Laboratorio di costruzione giocattoli LA FABBRICA DEI GIOCHI con Brunella Petrini porterà bambini e ragazzi alla scoperta dei giochi e dei giocattoli di una volta, semplici, dove l’invenzione, l’avventura e la fantasia faranno sentire i ragazzi “creatori” dei giocattoli.

Alle 19.00 inaugurazione con il Presidente e gli Assessori del Municipio.

Alle 19.45 il poeta e scrittore Antonio Veneziani racconta il suo ultimo libro SANTI SUBITO (FVE Editori), “una raccolta di fotogrammi in prosa poetica di personaggi irrimediabilmente destinati a una canonizzazione laica”. Condurrà l’incontro la poeta Antonella Rizzo.

Alle 21.00 è tempo di concerto e cantastorie: STORIE CANTATE CONTRO OGNI GUERRA, con I Musici della Storia Cantata (Daniele Mutino, Alessandro Taborri, Daniele Ercoli. Con le illustrazioni di Assunta Petrocchi). Uno spettacolo musicale e narrativo per raccontare, attraverso leggende e storie antiche e contemporanee (dal IV Secolo, a Dante, fino all’Ucraina) la violenza, l’assurdità della guerra e la bellezza della pace.

Venerdì 9 settembre sarà la volta di “Le erbe, le donne, le streghe”, uno sguardo unico nel suo  genere e tutto da approfondire su donne, cura, natura e storia.

Alle 17.00 il laboratorio di autoproduzione erboristica MENTA, ROSA, GENZIANA con Isabella Moroni. I partecipanti (su prenotazione) potranno realizzare uno scrub, un olio per   massaggio, un siero a base di aloe, la pianta dai mille benefici, o altre trasformazioni.

Alle 19.15 il Prof. Paolo Portone, storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora racconterà DIABOLICAE SUPERSTITIONES – La medicina magica folklorica nei processi dell’Inquisizione. Medichesse e guaritrici che portavano avanti pratiche terapeutiche di cura del corpo e dell’anima, vennero sistematicamente accusate e condannate. Scopriamo la storia e le ragioni di una persecuzione con cui si cercò di realizzare una nuova e più pervasiva forma di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia.

Alle 21.00 HERBARIE: LE CHIAMAVANO STREGHE. torniamo con lo spettacolo tratto dal testo di Silvia Pietrovanni con Claudia Fontanari, Brunella Petrini e Elena Stabile, per la regia di Ivan V. Cozzi e le musiche originali di Tito Rinesi. Un viaggio nella storia d’amore e di lotta delle Herbarie, erboriste medievali, definite streghe o ciarlatane di potere. Le protagoniste sono le farmaciste che coltivano le erbe medicinali; sono le levatrici che vanno di casa in casa, sono i punti di riferimento imprescindibili per il popolo. E sono anche le “accabadore” che sanno dare la buona morte. L’inquisizione cambierà il corso della storia, ma chi sopravviverà, riuscirà a tramandare, nei secoli, la cura e il sapere.

Sabato 10 settembre è la giornata giusta per viaggiare “Verso l’Oriente” tra letture tematiche e musica della tradizione Sufi

Alle 17.00 ALLA SCOPERTA DEL TAI CHI CHUAN un workshop, anche per anziani, di introduzione al benessere e all’equilibrio. Con Ivan Cozzi. Il Tai Chi Chuan è una tecnica cinese di movimento armonizzante che può aiutarci a raggiungere e mantenere uno stato psicofisico ottimale per mezzo di movimenti armonici e fluidi, coordinati con la respirazione, capaci di sciogliere blocchi e tensioni muscolari favorendo la circolazione dell’energia vitale.

Alle 18.00 da Borgo Santo Spirito partirà la passeggiata guidata STORIE E MEMORIE DEI BORGHI DI ROMA DAL VI AL XVI SECOLO con la storica dell’arte Penelope Filacchione. Un percorso alla scoperta del Genius Loci che abita in ogni luogo, in ogni quartiere. Per gli antichi romani erano luoghi sacri, per i contemporanei luoghi che sanno far incontrare natura e cultura, elementi etnici, estetici, artistici, a volte mistici o popolari.

Alle 19.15 VIAGGIARE FRA ORIENTE E OCCIDENTE. Lettura teatralizzata di storie e leggende al confine delle culture. Con Ivan Cozzi, Andrea Memoli, Emma Padoan e Elena Stabile. Dopo il lungo periodo in cui viaggiare è stato come un sogno, viaggeremo attraverso le pagine di libri in una lettura teatralizzata e musicata che ci porterà in paesi che forse abbiamo conosciuto o che forse impareremo a scoprire.

Alle 21.00 RAMESHGAR. PRODUTTORI DI GIOIA – concerto della tradizione Sufi con Tito Rinesi (vocals, frame drum, saz) e Piero Grassini (turkish and persian oud, vocals). “Rameshgar” “produttore di gioia” è l’appellativo che si dava ai musicisti già nell’epoca pre- islamica, riconoscendo in loro la capacità di fare da ponte tra la terra e il cielo e di trasmetterne l’energia agli ascoltatori. Il concerto è un percorso di musiche e canti, sui scritti da grandi mistici e poeti tra il 1200 e il 1800 sono aperti a tutte le religioni, praticano l’uguaglianza fra uomo e donna, promuovono la non violenza e la pace tra i popoli e rappresentano una testimonianza di incomparabile bellezza per tutta l’umanità.

La giornata conclusiva di domenica 11 settembre sarà dedicata “A Pier Paolo Pasolini“, per celebrare il suo centenario e nutrire il nostro bisogno di poesia.

Alle 17.00 il secondo incontro ALLA SCOPERTA DEL TAI CHI CHUAN, l’arte marziale per la difesa interiore.

Alle 19.15 PASOLINI E IL CINEMA: RACCONTI, ANEDDOTI, RIEVOCAZIONI. Con la partecipazione del critico cinematografico Pino Moroni, Claudia Fontanari, Andrea Memoli, Brunella Petrini, Emma Padoan.
Di sé stesso Pasolini diceva che girava film semplicemente per esprimersi con una tecnica differente, tecnica di cui ignorava tutto. Il cinema gli permetteva di continuare a imparare e di raggiungere un pubblico più vasto. Per lui il cinema era una ricostruzione del mondo attraverso il montaggio di immagini e immaginari. Possibile grazie anche alla rivoluzione della sceneggiatura che lui stesso aveva saputo creare.

Concluderà la manifestazione alle 21.00 lo spettacolo musicale GLI ECHI DELLA CITTÀ. Un viaggio tra la musica e le parole di Pier Paolo Pasolini. Con la BandaJorona (Bianca Giovannini “la Jorona” – voce, Francesco Berrafato – organetto, Felice Zingarelli “FelynX FX” – virtual instruments ed Emiliano Valente – narrazione). Attraverso l’appassionato rapporto tra la sua musica (che Pasolini definiva “leggera”) e lo sguardo sulla città e sulle borgate, nei sentimenti e nell’analisi sociale pasoliniana, viaggeremo tra gli scritti, parole, interviste e musica per incontrare il senso della Forma della città, il rapporto tra campagna e cemento, la trasformazione urbana e la preservazione della natura e della storia.

LA RASSEGNA Ė A INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE

La prenotazione è obbligatoria per la visita guidata/passeggiata

Info: 0677071899 – 3384670935 (anche whatsapp) – 3391597050

www.argillateatri.eu argillateatri@gmail.com

Le Belle Sere. Quattro giornate di parole musica, giochi e laboratori per scoprire la possibilità di ritrovare connessioni, sogni, e immaginazione grazie ai racconti, alle storie, alla musica, alle parole. Per tutti.

Scandriglia, cittadina arroccata sul panorama di olivi e monti azzurrini della Sabina ha da poco un nuovo Teatro ricavato da una chiesa.
Un palco che sa di legno, una platea nuovissima, un pubblico curioso e numeroso.
Siamo stati qui. E sono stati applausi a scena aperta.
Che gioia fare teatro dove la meraviglia è ancora viva!

Grande successo del laboratorio per l’Acqua di S. Giovanni.

Il progetto, bellissimo, di recuperare la romanissima tradizione della Festa di S. Giovanni a Porta Asinaria si è tramutato in un grande successo.
Festival della Canzone Romana, narrazioni sul quartiere e la festa, laboratori per ragazzi, un concerto, giochi di fuoco e un laboratorio per fare l’Acqua di S. Giovanni che ha avuto vari impedimenti, ma che poi è stato frequentatissimo.

Con i partecipanti saremmo dovuti andare a raccogliere le erbe e i fiori al Parco della Caffarella. Ma in quei giorni di giugno, la siccità aveva già fatto strage di fiori e, rimaneva qualche verbasco, malva appena nata, ciuffi di convolvoli, corolle quasi secche di sambuco, qualche fiore di cocomero nei pressi del Casale della Vaccareccia…

Così abbiamo deciso che i partecipanti portassero fiori incontrati sui loro terrazzi, nei giardini condominiali o dovunque potessero coglierli senza comprarli.
Sono arrivati gelsomini notturni, hibiscus viola, qualche rametto di iperico ancora sopravvissuto, malva, capperi, verbasco, fiori gialli di diverso tipo, un ramo di glicine incurante della stagione e altri fiori quotidiani, alcuni molto lontani dalle erbe magiche della notte di S. Giovanni, ma profumati e coloratissimi.

Le persone intervenute hanno composto la loro acqua a seconda dei fiori preferiti, il tutto parlando della festa, delle erbe, delle magie verdi. Poi l’hanno messa nei barattoli che avevano portato da casa e lasciata al cielo notturno fino all’indomani.

La mattina ci si doveva lavare il viso. L’acqua era fresca, profumata, sembrava quasi terapeutica. Un’esperienza piacevolissima.

Una giornata intensa si luce, di caldo, ma anche di vento. Il Quarto La Bufera si chiama così proprio perché, sulla cima di quella collina, il vento corteggia gli alberi dell’ultimo bosco della zona ininterrottamente.
Con forza gelida d’inverno, con carezze più o meno coinvolgenti l’estate.

È stata un’esperienza piena di luce, di cibo buono, di belle persone, di musica dolce, di parole e di spettacolo.

Il nostro ringraziamento va, con il cuore, a Elena Castellacci, splendida padrona di casa, a Roberto Peretti che ha cucinato e condotto i partecipanti in una seppur breve camminata (il caldo è stato più forte), a Paolo Portone che ha, come sempre, con la sua verve affabulatoria, incantato i presenti raccontando di streghe e inquisitori.
Alle nostre attrici Claudia Fontanari, Brunella Petrini e Elena Stabile, ad Andrea Memoli che ci ha aiutato a montare le scene e ha poi messo le musiche dello spettacolo, ad Antonia Masulli Matera che ha collaborato fin dall’inizio all’avventura di Herbarie, ad Awisha Carolina Gentile e alla sua voce straordinaria, a Oscar Bonelli e agli strumenti della natura che porta con sé, all’amico Pino Moroni che ci supporta e sostiene sempre.

E alle persone che sono intervenute, arrivando in una sorta di paradiso che ha inondato di luce lo spettacolo.

Abbiamo immaginato una sera ai bordi del Solstizio d’Estate, in uno spazio sacro.

Sacro perché la Terra è l’elemento benedetto che, assieme all’aria e all’acqua ci permette la vita.

Sacro perché su questo terreno, appena arato, seduti su piccole balle di paglia che, dopo, andranno a nutrire gli animali che lavorano per noi, svolgeremo un rito laico: quello dello spettacolo Herbarie: le chiamavano streghe.

Mentre il sole declina verso il mare che non è poi così lontano, senza luci artificiali, senza palcoscenico, senza mai avere il buio… insomma sempre come se fossimo lì, come allora, lì dove si raccoglievano le erbe per la cura dolce, che si è dimenticata e persa, per la cura che ascolta il corpo e protegge gli umili, vedremo entrare in scena Mercuria, Caterina e Lucia che ci racconteranno la loro storia.

Sarà il culmine della giornata I Tesori di Gaia che ci ha visti entrare nel bosco, assaggiare cibi naturali, ascoltare musica, poesia ed il racconto della Storia sul volo delle streghe nella notte di S. Giovanni.

Cosa fa del progetto Herbarie un luogo di scambio e unione fra natura e cultura?
Semplicemente il piacere e la capacità di unire alle buone pratiche ambientali o di evoluzione spirituale, la rappresentazione e la narrazione storica, fa della natura la scintilla che accende la conoscenza.

E questo avviene grazie allo spettacolo, che rappresenta il cuore del progetto, e ai racconti proposti dal Prof. Paolo Portone, capace di scomporre il materiale storico per costruire realtà inaspettate che permettono di incamminarci sulle molteplici strade seguite dal sapere delle donne, l’evolversi della cura, il rapporto con la medicina, la natura, l’ambiente, e la capacità di resistere alle oppressioni.

La mattina della solennità di San Giovanni Battista, innanzi che si levasse il sole io ero solita andare a raccogliere l’herba chiamata di San Giovanni, herba che fa una pianta grande con un bel fiore di color vinato, ha le foglie grandi più di un palmo“.
Così testimoniò Angioletta delle Rive, guaritrice pordenonese accusata di stregoneria diabolica nel 1650 e morta in carcere nel 1651.

Da qui partirà l’incontro, tenuto da Paolo Portone, che si terrà nel corso dell’evento I tesori di Gaia. Una giornata con Madre Terra. Erbe, fiori e frutti per il benessere, che proponiamo sabato 18 giugno nella splendida campagna de Il Quarto La Bufera, fra le varie iniziative che abbiamo immaginato.

A Roma era credenza diffusa, ancora sulla fine del XIX secolo, che la notte del 23 giugno le acque si tramutassero in sostanza preziose, gli animali favellassero, le piante elargissero al massimo grado le loro proprietà, ma soprattutto che fosse possibile vedere in cielo il passaggio delle streghe dirette a Benevento per celebrare la più celebre delle tregende stregonesche. Come si sia aggiunta questa tenebrosa credenza ai più solari e benefici riti solstiziali è ancora questione apertissima, quello che sappiamo e da cui partiremo nella nostra narrazione storica è che a Roma nel 1426 su istigazione di Bernardino da Siena finì sotto processo come strega una donna, probabilmente una herbaria, guaritrice e levatrice, di nome Finicella, condannata al rogo per avere “diabolicamente occiso de molte criature” e affatturato molte persone. Una donna che al pari delle migliaia che dopo di lei nei secoli a venire patiranno lo stesso martirio, confessò davanti ai suoi giudici, probabilmente dopo essere stata torturata che le piante che andava raccogliendo nel “dì santo Giovanni”, altro non erano che maleodoranti erbe del Diavolo.

Paolo Portone partirà da qui per raccontare l’invenzione della strega diabolica (cioè di una adepta del culto apostatico ed ereticale di Satana) e della caccia alle streghe che, più di tre secoli, fu il modo in cui le autorità religiose e civili dell’Europa occidentale realizzarono una nuova e più pervasiva forma di dominio della società, attraverso la repressione di residuali forme di autonomia (economica, culturale, religiosa, sessuale e terapeutica) e l’imposizione di un controllo sistematico del corpo e dell’anima.

Sarà una scoperta, una crescita, probabilmente qualcosa di nuovo. Una sorta di chiave magica capace di introdurre allo spettacolo.

Paolo Portone. Allievo di Rosario Villari, si è laureato in storia moderna con una tesi sulla caccia alle streghe nell’antica diocesi di Como. Socio  della Società Italiana di Storia delle Religioni (SiSr), nel 1998 ha fondato insieme a G. Lutzenkirchen il Centro di studi storico antropologici Alfonso M. Di Nola – Culti, culture e medicina popolare. Dal 2008 è direttore scientifico del Centro Insubrico di Ricerche Etnostoriche, con sede a Como. Saggista, collaboratore di programmi radiotelevisivi ha curato la realizzazione  della prima esposizione permanente  in Italia dedicata al tema della caccia alle streghe, il  Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora (IM). Come cultore della materia ha partecipato a numerosi convegni, pubblicando i suoi studi su riviste scientifiche, dizionari ed enciclopedie. Le ricerche svolte in questi anni sono state indirizzate all’approfondimento di quella particolare forma di eterodossia religiosa, peculiare dell’Europa moderna, che si suole definire, con termine onnicomprensivo, “stregoneria diabolica”. Al centro delle sue indagini è l’universo culturale e simbolico delle vittime della caccia alle streghe, un mondo analizzato in una prospettiva etnostorica secondo la classica definizione data da Aurelio Rigoli, cioè attraverso un approccio metodologico che, utilizzando ogni possibile informazione (rilevata da materiale cartaceo, dalla tradizione orale, dalla gestualità, dai modelli di comportamento, dalla cultura materiale, iconica e così via) riesce a comporre una equilibrata fisionomia delle istituzioni che conformano le società/culture (ad esempio la religione, la forma matrimoniale, l’amministrazione della giustizia ecc ). Lo studio del fenomeno persecutorio, coerentemente con questo taglio , non è stato affrontato perciò solo attraverso l’analisi dei documenti storici, in questo caso la documentazione processuale e la trattatistica demonologica ed inquisitoriale, ma tenendo in considerazione le testimonianze provenienti dallo studio delle tradizioni popolari e dalla ricerca antropologica. www.paoloportone.it

Una giornata con Madre Terra in una delle più belle campagne del Lazio.
Ad Aprilia, in cima a una piccola collina, al limite del bosco, lungo campi di erbe selvatiche e frutteti appena nati, Il Quarto La Bufera ci aspetta, a pochi giorni dal solstizio d’estate, per condurci in un mondo fatto di saperi antichi e profondi come le erbe, i ritmi naturali, la medicina delle donne, il racconto simbolico e mitologico.

Questa giornata di scoperta, riposo, bellezza e pace che passeremo immersi nella natura nasce dal progetto legato al nostro spettacolo Herbarie: le chiamavano streghe (testo di Silvia Pietrovanni) sulla figura ancestrale delle dominae herbarum, le erboriste del popolo, donne di cura e di conoscenza e di come divennero “streghe” e perseguitate.

Uniremo, così, la scoperta della natura viva a quella della poesia, della storia e del teatro, in una narrazione che invita alla meraviglia della scoperta emozionale di erbe, suoni, odori, natura, forme di vita, immaginazioni… E, soprattutto, rispetto e curiosità per un racconto che riconosca (e ci faccia riconoscere) in quello che davvero è essenziale per far parte del mondo che ci è stato dato.

PROGRAMMA (in evoluzione)

10.30 – 12.00 Alla scoperta delle erbe che curano con Roberto Peretti (sentieri etnobotanici per il riconoscimento delle piante selvatiche, officinali, curative e delle loro storie)

13.00 Cibo e natura (assaggi di cibo preparato con erbe spontanee)

17.00 Musica d’erbe, di acqua e di natura (interventi musicali e ascolto di poesia)

18.15 La vigilia di S. Giovanni e il mito moderno delle streghe volanti. Incontro con Paolo Portone storico e saggista, responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora e letture di brani

19.00 Herbarie: le chiamavano streghe. Spettacolo teatrale con Claudia Fontanari, Brunella Petrini e Elena Stabile. Regia Ivan Vincenzo Cozzi

21.00 Brindisi finale di arrivederci

Il costo della giornata, comprensiva di tutti gli eventi, della degustazione e dello spettacolo è di € 70 a persona

È possibile partecipare anche soltanto allo spettacolo teatrale, parte integrante del progetto “I Tesori di Gaia” e all’incontro sulle erbe e la cura al costo di € 15

Il mese che Herbarie: le chiamavano streghe ha passato alla Biblioteca Vaccheria Nardi è stato colmo di stimoli e sorprese.

La mostra fotografica ha avuto i suoi visitatori affezionati e, man mano che le iniziative sono andate avanti, il progetto è cresciuto, ha ricevuto interesse, curiosità, fiducia e stima.

Infatti si sta, ogni giorno di più, trasformando in un presidio di resistenza narrativa dove trovare storie, azioni, saperi, nuovi indizi, buone pratiche, trasformazioni, erbe, suoni, odori, natura, forme di vita, immaginazioni, manualità, creazioni rispetto e curiosità per un racconto del mondo che riconosca e ci faccia riconoscere in quello che davvero è essenziale per avere cura e far parte del mondo che ci è stato dato.

Giovedì 7 aprile abbiamo inaugurato la mostra fotografica con l’autore, Claudio Drago con il sole che filtrava dalle finestre della grande sala espositiva. Subito dopo, le interpreti di Herbarie hanno rappresentato alcune scene tratte dello spettacolo.

Giovedì 14 aprile abbiamo incontrato Paolo Portone, docente, storico, saggista e responsabile scientifico del Museo della Stregoneria di Triora.
La conversazione, dal titolo La medicina folklorica nei processi dell’Inquisizione ci ha portato alla scoperta di come le erbe, materiale incontrastato della cura (anche nella composizione attuale di molte medicine) siano diventate, nel tempo, oggetti di reato e chi le usava abbia dovuto cedere il passo e la conoscenza ai medici ufficiali che, nel migliore dei casi, sperimentavano le loro teorie sui malati invece di curarli.

Le letture tratte dai processi e dagli erbari curativi sono state fatte da Andrea Memoli.

Giovedì 21 aprile è stata la volta del workshop di erbologia con i bambini dai 6 ai 10 anni (ai quali si sono aggiunti fratelli più piccoli, amici e altri bambini) in un pomeriggio coloratissimo in cui abbiamo costruito bacchette magiche piene di foglie nastri e campanellini a partire dai rami degli alberi ognuno dei quali portava in dono le sue proprietà. Poi siamo passati a fare i sali aromatizzati per condire (con rosmarino, salvia e timo) e quelli da bagno con i grani di lavanda e i petali di rosa.

Sabato 23 aprile, infine, sotto il grande leccio del giardino della Biblioteca si è tenuto il Laboratorio di erbe per la bellezza e per la salute dove gli intervenuti di età diverse, hanno scoperto alcune proprietà delle erbe e i segreti per trasformarle in benessere. Lo scrub allo zucchero, cannella e olio di iperico; il siero con il gel di aloe vera, l’olio da massaggio rilassante, sensuale o energizzante con gli oli essenziali.

La Biblioteca ci ha accolto e ha condiviso il nostro percorso. È stato un nuovo passo per ricostruire il più fiduciosamente possibile il senso di collettività e di relazione perso in questo tempo di paura e sospensione.
Abbiamo messo in comune ciò che si conosce, ciò che può provocare idee. Abbiamo lavorato sulla natura, sulla cura, sulle conoscenze delle donne che si tramandano anche a dispetto dell’evolversi del mondo e del mutare delle epoche.

Un primo passo di cui dobbiamo ringraziare tutti coloro che abbiamo incontrato.