Oggi compiamo 30 anni!

Quando è nata The Way to the Indies?
Sappiamo con precisione quando è diventata Argillateatri, nel lontano 1995 inaugurammo lo spazio di Via dell’Argilla, ma The Way to the Indies era nata prima. E ancor prima della data di costituzione che si legge sullo Statuto. Ed era nata senza un nome preciso: a partire da giugno 1990, per un po’ siamo stati I Folli, subito dopo Immagine Teatro Animazione e alla fine di quell’anno sensazionale e creativo, in concomitanza con i viaggi laboratorio teatrale in India, siamo diventati The Way to the Indies.

C’è però una data indimenticabile nella quale sono iniziati gli spettacoli dell’Associazione. Il festival Anticoli, sublime e profano per la festa di S. Luca, il patrono degli artisti, il 20 e il 21 ottobre 1990.

Oggi, dunque, The Way to the Indies compie trent’anni. Ad inizio anno avevamo immaginato una grande festa che potesse riunire le persone più care che avevano condiviso il percorso o solo parti di questo. Una festa di teatro, musica, ricordo e ricerca, ma poi è arrivata l’epidemia che, ogni giorno di più, blocca l’arte e gli artisti nella voglia di crescere e di creare.

Sì, tutti noi non riusciamo a stare fermi, le idee, le immagini che esplodono negli occhi e sono estremamente forti e decise. Ma poi non possono uscire e più annusiamo l’aria intorno e più crediamo che sarà difficile riprendersi da questo schiaffone che è al contempo medico e politico, dove c’è tanta confusione e troppa paura e dove ogni cosa si fa con timore e attenzione.

Per questo abbiamo deciso di rimandare i festeggiamenti di questi trent’anni ad appena sarà possibile ritornare a fare gruppo, a potersi sfiorare, a respirare vicino.

Ma oggi non potevamo lasciarlo fuggire via così. BUON COMPLEANNO THE WAY TO THE INDIES!

Non smettere mai di portare la tua visione della cultura e del teatro che è fatta di curiosità, ricerca, sperimentazione, solidarietà e voglia di vivere una vita vera.

Il Corriere di Salerno ci ha chiesto di raccontare Le vicissitudini, i sogni e i nostri progetti in questo tempo sospeso.

I tempi di Lanterna Rossa e Anodos Teatro

Era il 1972 quando nel quartiere romano del Quadraro, nacque la libreria e biblioteca popolare dell’Associazione Lanterna Rossa.

Al Quadraro è stata fatta buona parte della storia popolare recente di Roma: è stato luogo della Resistenza, luogo dell’immigrazione dalle regioni più povere prima e dal sud del mondo dopo.
Il luogo dove s’erano radunati gli sfollati fuggiti dalle zone dei fronti di guerra, gli antifascisti.

Lì, e in genere in tutta Cinecittà, Lanterna Rossa è diventata molto presto un centro di aggregazione politica, un punto di riferimento culturale dove oltre a circolare libri di ogni tipo, si producevano trasmissioni radiofoniche e si realizzavano incontri e scambi con il quartiere. Fu persino ideato un gruppo di acquisto di prodotti alimentari naturali ed autoprodotti, un’idea davvero pioneristica a guardarla con le abitudini di oggi…

Nel 1979, all’interno dell’ Associazione nasce un gruppo teatrale, Auto Teatro Lanterna Rossa che inizia le sue attività proponendo un laboratorio teatrale autogestito, un esperimento di formazione professionale caratterizzata da un’apertura allo sviluppo creativo utilizzando pratiche di lavoro attive e consapevoli come, ad esempio, la sperimentazione di tecniche allora semisconosciute o all’avanguardia (bioenergetica, tai chi chuan, eutonia, tecniche di rilassamento, massaggi, etc.).

In questo periodo Lanterna Rossa incontra alcuni gruppi teatrali di grande rilevanza, primo fra tutti il Living Theatre che con Lanterna Rossa (laboratori, scambi, biomeccanica, Artaud, etc…) ha condiviso gli ultimi anni della sua permanenza romana e il Gruppo Teatro Onze di Losanna.

È di questo periodo la prima realizzazione teatrale di Lanterna Rossa: Amore ed energie contro la peste: visioni di rivoluzione, uno spettacolo che fa sì che l’Auto Teatro Lanterna Rossa si caratterizzi come gruppo di teatro di strada con precisi contenuti politici.

Auto Teatro partecipa, poi, alla realizzazione dello spettacolo Six Publics Acts del Living Theatre, ma il vero cambiamento di qualità e di creatività arriva con l’incontro con i gruppi del Terzo Teatro ed in particolare con Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret.